Categoria: Salute

Morbillo come si manifesta: le informazioni richieste sulla malattia esantematica

Le vicende degli ultimi giorni sui due bambini di sei e otto mesi di Falconara (in provincia di Ancona) che si sono ammalati di morbillo hanno suscitato paura e ansia tra molte famiglie, che si sono immediatamente attivate alla ricerca di informazioni sulla malattia, sui sintomi che essa presenta e sull’importanza della prevenzione.

Il morbillo è una patologia di quelle che vengono inserite all’interno della lista delle malattie esantematiche dell’infanzia: colpisce, a causa del virus appartenente al gruppo paramixovirus, i bambini, e si presenta in maniera abbastanza evidente, con la comparsa di macchie ed eruzione cutanee associate, in genere, alla presenza di febbre.

Non sempre, però, i genitori sono in grado di riconoscere l’insorgenza della malattia nel bambino, anche perché questo tipo di malattia, come molte malattie che fanno parte del gruppo delle esantematiche dell’infanzia, manifesta sintomi abbastanza comuni e, spesso, facilmente confondibili.

Morbillo come si manifestaCome aiutare il genitore ad attivare il campanello d’allarme per far sì che la malattia venga riconosciuta e curata in tempi brevi? Bisogna prima di tutto imparare a riconoscere i sintomi iniziali della patologia che sono, tra gli altri, raffreddore, mal di testa, naso che cola e occhi rossi, lucidi e gonfi, ma anche tosse e febbre. Dopo l’insorgenza di questi sintomi, si associano a questi anche altre determinate sintomatologie, tra cui le più allarmanti sono: eruzione cutanea dietro le orecchie e sulla fronte; presenza di macchie bianche all’interno delle guance e difficoltà a mangiare.

In quanto malattia grave – a causa delle varie complicanze che essa può presentare – il morbillo è una di quelle patologie che richiedono la vaccinazione: otite, laringite, broncopolmonite, sono solo alcune delle complicanze che richiedono la necessità di riflettere sull’importanza della vaccinazione tra i più piccoli.

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Rimedi naturali allergie: come contrastare in maniera naturale le riniti durante il periodo primaverile

La primavera è ormai pienamente arrivata e con essa, anche il bel tempo, il sole, una maggior sensazione di tepore che spesso induce ad uscire di casa e a dedicarsi a qualche passeggiata, tra le campagne o al mare, per chi ha la fortuna di vivere in una zona lontana dalla città. Certo è che, però, questa fortuna può essere considerata, seppur in parte, anche una sorta di sfortuna per chi soffre di allergie ed ha pertanto la necessità di stare lontano da tutte quelle piante, pollini e fiori che si rendono responsabili del malessere primaverile.

Rimedi naturali allergieCon l’avvento della stagione primaverile, infatti, anche grazie al tendenziale aumento delle temperature, ritornano ovviamente anche le allergie, spesso molto fastidiose e non prive di problemi per chi ne soffre. Come fare, allora, per affrontare al meglio questa stagione ed evitare di barricarsi in casa? Chi non vuole utilizzare rimedi farmacologici – o vuol associare ad essi qualcosa di più leggero – può anche optare per i rimedi naturali, che possono essere comunque un valido aiuto per affrontare e per prevenire le allergie e le riniti.

Un consiglio interessante è quello di fare uso di elementi naturali in grado di contrastare l’insorgenza delle allergie e di trattare eventuali problematiche ad esse associate: tra di essi ricordiamo, ad esempio, la rosa canina, ed in particolare le sue bacche, che contengono un quantitativo di Vitamina C ancor maggiore di quello contenuto negli agrumi. Di questi ultimi, comunque, è consigliata l’assunzione per rafforzare le difese naturali del corpo: un miglioramento delle difese immunitarie, infatti, è un metodo molto importante per prevenire il peggioramento delle problematiche.

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Campagna pro vaccino morbillo: ecco cosa si legge nel manifesto affisso alla porta di uno studio pediatrico dopo la vicenda dei due neonati ammalati a Falconara

Nel 2017, in un’epoca moderna in cui è possibile registrare casi di grande positività per quel che riguarda le scoperte scientifiche e mediche in grado di combattere il cancro e di contrastarne i sintomi, una malattia come il morbillo, che colpisce i più piccoli e che presenta una sintomatologia abbastanza diffusa ma pericolosa – se non trattata in maniera adeguata – dovrebbe essere estinta. Ma le cose, purtroppo, non stanno così: ancora oggi i più piccoli continuano ad ammalarsi di morbillo, ed è esattamente ciò che è accaduto in questi giorni a Falconara (Ancona) dove due bambini di otto e sei mesi si sono ammalati di morbillo ed oggi si trovano sotto osservazione.

Ed è stata proprio l’incidenza della malattia sui due bebè che ha fatto scattare la polemica, specialmente da parte dei pediatri pro-vaccino, i quali sostengono che, una malattia come il morbillo, dovrebbe essere, nel 2017, del tutto debellata, ma che a causa delle continue campagne antivaccino, oggi continua a colpire i bambini.

Allarme morbilloUn cartello affisso sulla porta dello studio medico della pediatra Maristella Guerri parla chiaro, e punta così il dito contro tutte quelle persone che continuano a non voler vaccinare i loro bambini, provocando un pericolo non solo per i loro figli, ma anche per gli altri bambini.

Nel manifesto scritto a mano, si legge che “I pediatri dello studio medico Galileo Galilei, il papà e la mamma del piccolo bambino ricoverato all’ospedale Salesi in condizioni critiche perché contagiato dal morbillo, ringraziano sentitamente i genitori che non vogliono vaccinare i propri figli consentendo il dilagare di una malattia che nel 2017 sarebbe dovuta essere estinta”.

 

 

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Allergie primavera: il problema va affrontato anche con una adeguata prevenzione

L’avvio della primavera ha avuto inizio da qualche giorno, ma già da qualche settimana – a parte qualche piccola situazione meteorologica un po’ difficile in alcune zone, con piccoli sprazzi di temperature ancora un po’ fredde – si può dire che la primavera sia già, abbondantemente, arrivata. E con essa, ovviamente, iniziano a fare capolino anche tutti quei disturbi che possono essere causati proprio dall’inizio della bella stagione, come allergie, riniti allergiche, ed un sostanziale aumento delle sensibilità ai fiori ed ai pollini.

Allergie in primaveraInsomma, la primavera non è solo portatrice di bel tempo, sole e scampagnate, ma anche di allergie e di piccoli problemi quotidiani che andrebbero affrontati anche con una adeguata prevenzione: è quanto è stato, tra l’altro, recentemente comunicato anche dagli esperti in materia, i quali sostengono che per affrontare al meglio le allergie primaverili, sia necessario anche rafforzare le proprie difese immunitarie, spesso anche adottando uno stile di vita adeguato alle necessità.

Il periodo primaverile è portatore del diffuso problema delle sensibilità ai pollini: le graminacee, l’ambrosia ed altri alberi sono per lo più tra i più papabili responsabili di queste problematiche, motivo per cui chi è allergico dovrebbe evitare il contatto con la diffusione di questi pollini. Ma non solo: una adeguata prevenzione, con la cura dei giardini e i tagli effettuati prima delle fioriture, ed ovviamente anche un’adeguata prevenzione alimentare – evitando quegli alimenti che possono attivare l’istamina, responsabile di molte allergie – possono essere degli ottimi rimedi per contrastare questo problema.

 

 

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Avere un cuore sano: ben 85 villaggi in Bolivia non presentano rischio di ammalarsi di cuore

Avere un cuore sano? Secondo quanto emerge dalla recente ricerca condotta da un gruppo di studiosi del Saint Luke’s Mid America Heart Institute – lo studio è stato guidato dal Prof Hillard Kaplan, University of New Mexico – pare che il benessere cardiovascolare sia ottenibile, semplicemente seguendo alcune regole elementari che provengono direttamente dagli abitanti della Bolivia.

Parliamo in particolar modo degli abitanti di ben 85 villaggi Tsimane, che, secondo i ricercatori, vivono in condizioni migliori rispetto a molte altre popolazioni: non solo perché abitano in quello che è considerato a tutti gli effetti il cuore dell’amazzonia, senza elettricità, senza comodità ed all’interno di semplici capanne, ma anche perché queste popolazioni – monitorate per un periodo abbastanza lungo, un decennio – portano un’età vascolare molto più bassa rispetto a quella occidentale.

Avere un cuore sanoNessun rischio di ammalarsi di patologie importanti, come ictus ed infarto, per i boliviani dei villaggi presi in analisi. Ma quale sarebbe il motivo di questa opportunità? Prima di tutto, l’alimentazione: queste persone si cibano per lo più di carboidrati semplici, come mais, patate dolci, riso, e il loro consumo di proteine è pari al 24%, ed in ogni caso si parla di proteine magre, con grassi insaturi. Inoltre, gli abitanti della Bolivia sono molto più attivi e conducono, in ogni caso, una vita molto più piena di attività fisica rispetto agli occidentali: si parla, in media, di circa 17mila passi al giorno.

 

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Allarme allergie tra i bambini: in Italia 3 su 10 ne soffrono, e nei prossimi anni il numero potrebbe aumentare

Allarme allergie tra i bambiniGli ultimi anni potranno rappresentare un vero e proprio allarme allergie tra i bambini: secondo quanto si evince da una recente ricerca effettuata dagli esperti della Siaip – la Società Italiana che si occupa di allergologia e immunologia tra i bambini – la situazione è abbastanza allarmante nel nostro paese.

Nella giornata di ieri, venerdì 17 marzo, ha avuto inizio un Congresso Interregionale che si è tenuto a Trento, e che ha unito ben tre regioni, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto, e che ha analizzato la situazione italiana per quel che riguarda la maggior predisposizione dei più piccoli ad essere affetti da allergie e problematiche di questo tipo. Se ne continuerà a parlare anche oggi, sabato 18 marzo 2017, nella seconda parte di questo congresso, all’interno del quale è emerso che in Italia ben 3 persone su 10 sono allergiche, con un piccolo che riguarda soprattutto i più giovani e che pare destinato ad aumentare in questa categoria.

Appare quindi sempre più importante e decisivo, per gli esperti, comprendere ed analizzare le forme di allergia – che non sono solo le riniti allergiche, ma che riguardano anche allergie della pelle, come ad esempio la dermatite atopica – ma anche le cause scatenanti: ciò è importante anche ai fini della prevenzione, che può essere (e deve essere) individuata per trovare il miglior scudo contro le allergie.

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Fertilità maschile in Italia: la crisi potrebbe essere determinata da un malfunzionamento nel programma di attivazione del testosterone

Gli ultimi 50 anni sono stati, per l’Italia, abbastanza problematici dal punto di vista delle nascite: lo sostengono i demografi a gran voce e già da qualche tempo, sottolineando come il nostro paese sia in forte crisi dal punto di vista delle nascite. Nel corso degli ultimi 50 anni, infatti, non solo si è assistito ad un notevole e sostanziale crollo – che riguarda per lo più il 50% delle nascite – ma anche ad una situazione in cui il numero delle persone decedute supera di gran lunga quello dei nuovi nati, con conseguenze molto importanti e da non sottovalutare dal punto di vista umano, sociale, demografico.

Insomma, potremmo dire che in gioco ci sia il futuro dell’essere umano, anche se la situazione appare diversa in altre nazioni. Ma da dove deriva la causa di tutto ciò? Si è sempre ritenuto che il crollo delle nascite andasse in qualche modo imputato ad una situazione di crisi economica e lavorativa, destinata a far crescere sempre di più le difficoltà di mantenere un figlio: secondo questo criterio, il crollo delle nascite rappresenterebbe più una scelta, insomma.

Fertilità maschile in ItaliaMa gli ultimi dati sulla fertilità maschile parlano chiaro: in realtà, il problema è da imputarsi ad una società in cui l’essere umano maschile è in qualche modo soggiogato da una sorta di femminilizzazione del maschio, anche a causa dei cambiamenti della vita quotidiana e dell’uso di specifiche sostanze che rischiano di interagire, in maniera nettamente negativa, con il sistema ormonale maschile.

Ed è proprio in questo senso ce bisognerà agire per comprendere questa situazione ma soprattutto per capire come aggirare l’ostacolo: bisogna, infatti, trovare il modo per riattivare quel programma di sviluppo del testosterone che, negli ultimi anni, sembra non funzionare più come prima.

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Fertilità maschile in crisi: un ragazzo su 3 è a rischio, ed in Italia crollano sempre di più le nascite

È andato in onda durante la prima serata di ieri, dopo il consueto appuntamento con la soap opera dal titolo Un Posto al Sole, su Rai Tre, l’appuntamento di informazione ed approfondimento scientifico sulla fertilità maschile. Il programma di Presa Diretta, che ha intitolato la sua inchiesta Ciao Maschio, è stato condotto da Lisa Liotta e Irene Sciurella, ed ha cercato di dare voce ad un problema che, in Italia, sta diventando sempre più importante ed invalidante.

Fertilità in crisiNegli ultimi anni abbiamo assistito ad un crollo importante della nascite: è da questo punto di partenza che si è deciso di dare il via all’approfondimento, nel quale è emerso che, se è vero il crollo demografico – in Italia il numero dei morti sta sempre più superando quello dei vivi – è anche vero che la causa non è da imputarsi solo alla non volontà delle coppie di fare figli, ma anche ad una condizione sociale e fisiologica che sta cambiando. Qualche numero: in Italia, una coppia su 5 deve fare riferimento alla procreazione medicalmente assistita per poter avere un figlio, e la causa potrebbe essere anche rilevata nella maggiore infertilità maschile, visto che in Italia un maschio su 3 è a rischio di infertilità.

Dati oggettivi, sui quali si deve riflettere anche per comprendere i motivi di tale espansione del fenomeno, anche perché la situazione potrebbe degenerare nei prossimi decenni: in Italia, ben il 50% delle nascite si sta perdendo negli ultimi 50 anni.

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