Categoria: Salute

La quinoa, alimento fino a qualche tempo fa ricercato solo dai celiaci e riservato quasi esclusivamente ai negozi bio, attualmente è uno dei più diffusi al mondo.

Anche in Italia la sua richiesta ha superato le 300 tonnellate all’anno, ben 100 tonnellate in più rispetto al 2010, ed è presente sugli scaffali di tutti i supermercati e nella maggior parte dei menù dei ristoranti, tanto da rendendere il nostro Paese uno dei maggiori importatori di quinoa in Europa.

A che cosa è dovuto questo cambiamento? Scopriamo perché un prodotto gluten free è diventato protagonista assoluto in cucina, triplicando la sua richiesta sulle tavole di tutto il mondo, Italia inclusa.

Le caratteristiche della quinoa

La quinoa sembra un comune cereale, ma non lo è. Il suo nome scientifico è Chenopodium quinoa ed è una pianta erbacea della stessa famiglia di spinaci e barbabietole. Talmente nutriente da essere entrata a far parte dell’alimentazione degli astronauti, è ricca di ferro, sali minerali ed è priva di glutine.

Può essere a semi bianchi, neri e rossi – la caratteristica che più di ogni altra la rende simile esteriormente alla categoria alimentare dei cereali – è molto usata tra i vegetariani e i vegani come alternativa proteica alla carne ed è uno dei sostituti del grano per chi è celiaco. Può essere consumata interamente poiché, oltre ai semi cui si è già accennato, anche le foglie di quinoa possono essere consumate, infatti sono ideali come contorno.

L’importante è lavarla accuratamente perché contiene una buona percentuale di saponine che, al gusto, si presentano profondamente amarognole. In commercio, sono diffusi anche altri prodotti a base di quinoa, quali bevande, birra e farina, di solito miscelata con altre tipologie per evitare il sapore amaro in eccesso. Le origini della quinoa sono antiche, risalgono ai tempi degli Inca che la consideravano un alimento così prezioso da averlo denominato “Madre di tutti i semi”. Oggi è ritornata attuale per le innumerevoli proprietà benefiche che la contraddistinguono e per la sua versatilità in cucina.

Le proprietà nutritive della quinoa

Come si può approfondire qui, la ragione del successo della quinoa e della sua diffusione al di là delle esigenze dettate dalla celiachia, sta nelle sue efficaci e svariate proprietà benefiche; qualità che hanno fatto sì che in Italia  la domanda di quinoa crescesse del 71% soltanto tra il 2005 e il 2009. Essa è, tra gli alimenti presenti sul mercato, una delle fonti principali di magnesio e folati.

Contiene, inoltre, tutti i 9 aminoacidi essenziali per la salute del nostro organismo, ovvero lisina, fenilalanina, istidina, leucina, isoleucina, triptofaano e metionina) e garantisce più proteine del grano, del riso e del miglio in buona proporzione con i carboidrati. In essa, troviamo pure la riboflavina, appartenente alla categoria della vitamina B2, ottimo alleato dei processi metabolici delle cellule cerebrali e muscolari.

Questo rende la quinoa utile nel contrastare gli attacchi di emicrania e i dolori muscolari. Importante anche per il benessere dell’apparato circolatorio, la pianta protegge l’apparato circolatorio perché compie un’azione consistente contro i radicali liberi.

Oltre alla vitamina B2, al suo interno coesistono pure le vitamine del gruppo C ed E, anch’esse benefiche per la circolazione. Chi è attento alla linea può consumare la quinoa senza preoccupazioni: il suo apporto calorico è di 368 calorie ogni 100 grammi, quantità nella quale sono contenuti ben 47 milligrammi di calcio, 197 milligrammi di magnesio, 4,6 milligrammi di ferro e 11, 49 grammi di proteine. Altra funzione

La quinoa è d’aiuto nella regolazione dell’indice glicemico, il quale misura la velocità con la quale il cibo è capace di far aumentare gli zuccheri nel sangue. Il suo basso indice glicemico, pari a circa 53, non stimola l’appetito e la rende un prodotto adatto all’alimentazione di chi è affetto da obesità o da malattie croniche come il diabete e le malattie che coinvolgono il cuore.

Dove trovare la quinoa

La quinoa, pur non essendo un cereale, viene generalmente venduta nei reparti dedicati a quest’ultima categoria di strutture come supermercati, erboristerie, negozi biologici e di alimentazione naturale. Reperibile anche online, è generalmente confezionata in sacchetti trasparenti da 250 o 500 grammi e può essere acquistata anche sfusa se si vuole compiere un gesto positivo anche per la tutela dell’ambiente.

Fonti/Bibliografia

https://www.inran.it/quinoa/2477

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Sesta regola sonno bambini: non è bene dare troppo cibo o acqua prima di dormire, perché i piccoli potrebbero non essere predisposti al sonno ma si potrebbero agitare. Ecco cosa emerge nelle regole degli esperti in materia

Molte neo mamme pensano, erroneamente – e vedremo di seguito il motivo – che il bimbo possa essere calmato con il cibo, specialmente quando non riesce a dormire. La considerazione di questo è data dal fatto che spesso si ritiene che, con la pancia piena, il bimbo possa essere più appesantito e possa quindi addormentarsi più facilmente.

Sesta regola sonno bambiniQuesta è tuttavia una considerazione erronea, per un motivo ben preciso: infatti, secondo quel che emerge dai dati degli esperti, non è bene dare troppo cibo o troppa acqua ai nostri bambini prima di dormire, perché questo potrebbe essere un comportamento del tutto controproducente. Evitare di appesantire il bimbo è importante: piuttosto, a questo comportamento sbagliato si può preferire quello corretto, che consiste, ad esempio, nel dare un oggetto consolatorio al nostro bimbo, che gli permetterà di riaddormentarsi più facilmente e senza particolari problemi.

Il ciuccetto, ad esempio, oppure un pupazzetto al quale il bimbo è molto legato e che può avere per lui un effetto rilassante, un effetto chiaramente garantito.

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Quinta regola sonno bambini: spegnere sempre tablet, smartphone e tutti i dispositivi elettronici almeno un’ora prima del sonno, per evitare che il ritmo del sonno possa essere variato e viziato dalle luci dei device

Quinta regola sonno bambiniI dispositivi elettronici di cui al giorno d’oggi ci serviamo per rispondere alle nostre esigenze, professionali ma anche ludiche e comunicative, sono certamente una vera e propria panacea per la nostra quotidianità ed anche per il miglioramento della nostra vita. Tuttavia, non sempre essi sono consigliati, ma specialmente in alcuni casi è bene rinunciare al cosiddetto frutto della tecnologia moderna, che è chiaramente qualcosa che ci deve fare riflettere.

Infatti, secondo quanto emerge dalle ultime notizie dell’evento che si è tenuto nel corso delle ultime settimane a Roma, non è bene utilizzare tablet o altri dispositivi elettronici almeno da un’ora prima dell’addormentamento. Questa regola dovrebbe essere utilizzata non solo per favorire il sonno dei più piccoli, ma anche per l’adulto: infatti, è risaputo che l’illuminazione dei device riduce la produzione di melatonina, e non rende possibile quindi l’addormentamento. Tutti i device ed i dispositivi elettronici, compresi il computer e la tv, dovrebbero essere tenuti lontani dalla camera da letto: molto meglio un buon libro, ed una favola per i nostri bambini.

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Quarta regola sonno bambini: orario pasti importante per mantenere il giusto ritmo del bambino, anche per quel che riguarda il sonno

Quarta regola sonno bambiniPuò apparire molto difficile, per un neo genitore, riuscire ad assecondare tutte le esigenze e le necessità del bambino. Tuttavia, è invece molto importante che ciò avvenga anche per una corretta e tranquilla crescita: per questo motivo, tra le regole relative all’obiettivo del sonno per i più piccoli – regole che sono emerse nel corso di un Congresso che si è tenuto a Roma nelle ultime settimane – spunta anche quella relativa alla necessità di mantenere degli orari ben precisi e rispettati.

Secondo quel che si evince nel corso di queste regole, è infatti molto importante che l’orario dei pasti vada rispettato durante il giorno. Al massimo, se i nostri ritmi non possono essere adeguati ai suoi, è bene comunque che il bimbo venga fatto pranzare o cenare prima, sempre allo stesso orario, perché in questo modo si mantiene un determinato ritmo che aiuterà anche nella gestione degli altri ritmi e, tra di essi, di quello relativo al sonno.

Questa regola va rispettata anche se il bimbo va al nido: pranzo e cena devono essere sempre rispettati e non vanno repentinamente modificati.

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Terza regola sonno bambini: sonno e cibo devono essere dissociati, specialmente nei primi mesi di vita

Terza regola sonno bambiniQuando nasce un bambino è sempre una gioia che coinvolge ed investe la vita di una famiglia: mamma e papà vengono assaliti dall’entusiasmo della nuova vita che è appena nata, e questo, chiaramente, riguarda anche la loro stessa vita che viene chiaramente modificata anche nei suoi ritmi.

Niente più nottate fuori, niente più discoteche o cene fuori ogni limite di orario, ma al contrario necessità di raccoglimento, per creare delle nuove buone abitudini per i più piccoli, specialmente per quel che concerne l’orario del sonno. Il bimbo appena nato non ha la capacità di gestire in autonomia i suoi ritmi, ma essi vanno gradualmente fatti orientare verso quelli della famiglia, che comunque si deve adattare alle nuove esigenze.

Una delle regole che riguardano il sonno dei più piccoli è quella che riguarda la necessità di dissociare, specialmente nei primi due o tre mesi di vita, la fase di alimentazione da quella del sonno. Necessità che è possibile controllare specialmente nei mesi successivi, quando alcuni segnali possono identificare che il bimbo sta per dormire, ed è il momento, quindi, di staccarlo dal seno e di rimetterlo nel suo lettino.

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Seconda regola sonno bambini: far dormire il bimbo sempre nello stesso ambiente è molto importante

Seconda regola sonno bimbiNel corso delle ultime settimane si è tenuto un interessante e molto importante Congresso, nel quale sono state focalizzate alcune importanti informazioni in merito, proprio, alla regolazione del sonno del bambino. Sembra molto difficile, ma in realtà con le giuste regole ed abitudini, anche i più piccoli possono essere orientati verso un ritmo abitudinario per quel che riguarda il sonno-veglia, garantendo così non solo il loro benessere ma anche quello di mamma e papà.

La seconda regola per quel che riguarda l’importanza del sonno nei bambini consiste nel garantire al bambino un ambiente ottimale per il suo sonno, e mai variabile. Non è un bene far dormire il piccolo una volta nella sua cameretta, e una volta nella camera da letto di mamma e papà, perché questo comportamento creerebbe per lui molta confusione e non permetterebbe di trovare il giusto ritmo del sonno. Il bambino, quindi, va fatto dormire sempre nello stesso ambiente, e per questo è anche importante che venga garantita una atmosfera il più possibile calma e tranquilla, con luci soffuse nel pomeriggio, e tutti i device spenti.

Questo comportamento garantisce la possibilità di mantenere dei precisi rituali di avvicinamento alla nanna e si rivela, quindi, molto salutare.

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Prima regola sonno bimbi: secondo gli esperti è bene che il bimbo venga abituato a dormire sempre alla stessa ora, seguendo un preciso ritmo di abitudini

Prima regola sonno bimbiIl sonno è molto importante, per i più piccoli. E questo è il motivo per il quale, dagli esperti del 74° Congresso che si è tenuto a Roma nel settore della medicina e della pediatria, sono emersi alcuni consigli importanti, e nello specifico proprio un decalogo che dovrebbe servire a dare un po’ di sostegno e di forza a quei genitori che non sanno proprio come gestire l’entusiasmo dei loro bebè.

Un decalogo, quindi, dieci regole, che sono molto importanti e che, se seguite correttamente, possono rappresentare un valido aiuto per riportare in auge quell’importante equilibrio che è fondamentale anche per una buona crescita – oltre che per evitare ansie e stress in mamma e papà.

La prima regola di questo decalogo consiste nel rispettare un orario preciso per la nanna, che deve essere tale tutte le sere senza sgarri: mettere a letto il bimbo ad un orario sempre diverso rischia di confondere anche il suo ritmo del sonno, e per questo motivo è molto importante che il piccolo venga abituato ad addormentarsi sempre alla stessa ora.

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Chemioterapia e trattamenti al seno: secondo una recente ricerca, vi sono buone possibilità che per alcune donne si possano evitare determinati trattamenti. Ecco quali sono i risultati evidenti

Chemioterapia e trattamenti al senoEvitare la chemioterapia e riuscire comunque ad ottenere il giusto controllo di un tumore importante – e che spesso è portatore di diversi e numerosi rischi – come il cancro al seno, potrebbe essere oggi una possibilità: è quanto è stato evidenziato, infatti, in un recente studio americano che è stato condotto su un numero abbastanza rilevante di donne affette dalla forma tumorale più comune.

Secondo quel che si evince dai risultati di questo interessante studio, infatti, in Italia potrebbero essere circa 3.000 le pazienti che ogni anno avrebbero l’opportunità di evitare la chemioterapia, con tutto quel che ovviamente concerne anche le conseguenze relative a questi trattamenti.

Secondo i risultati dello studio, infatti, per le pazienti che presentano una determinata forma di cancro al seno non vi è alcun bisogno di chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. Questa ricerca ed in particolar modo i suoi esiti determineranno quindi una evoluzione in merito ai trattamenti per il cancro al seno, trasformando così anche la terapia e fornendo delle valutazioni interessanti su come evitare tutti i rischi consequenziali.

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