Categoria: Economia

Per molti è davvero importante ricorrere alla richiesta di un prestito. Diversi italiani ormai ricorrono a questo genere di soluzione per far fronte anche a delle spese imminenti che non possono essere rimandate. D’altronde non dobbiamo dimenticare che la crisi economica che anche il nostro Paese sta vivendo influisce sempre di più nell’opportunità che i nostri connazionali ritengano nel trovare un istituto di credito o una società finanziaria disposti ad accogliere le loro richieste. Inoltre dobbiamo considerare che c’è anche la ricerca di una certa liquidità che si impone come necessaria. Le ultime stime indicano da questo punto di vista che circa una famiglia italiana su tre sia disposta a richiedere un finanziamento, proprio per poter disporre di una maggiore liquidità nell’ambito delle spese quotidiane. Ma quali sono i tipi di prestiti più richiesti?

Quali sono i prestiti personali più richiesti

I prestiti personali sono differenti rispetto al finanziamento che per esempio può essere richiesto per il mutuo. Infatti i prestiti personali sono dei prestiti non finalizzati. Questo vuol dire che la loro richiesta non deve essere giustificata mediante il legame con un fine ben preciso.

Il richiedente del finanziamento domanda di ricevere una certa somma, ma non deve spiegare come intende servirsene. Tra l’altro ultimamente i prestiti personali sono molto diffusi anche grazie alle varie soluzioni che vengono proposte online.

Per questo gli italiani sembrano servirsene in maniera molto larga, soprattutto per quanto riguarda i piccoli prestiti che rientrano nella somma massima di 5.000 euro. Per esempio di solito chi richiede i prestiti personali lo fa per acquistare nuovi elettrodomestici, per sostenere delle spese mediche oppure (questa è una nuova tendenza) per avere la possibilità di andare in vacanza.

Ci sono però alcuni prestiti che possiamo configurare come quelli più richiesti in generale, anche in riferimento agli ultimi tempi. Si tratta del prestito per la ristrutturazione della casa, dei prestiti personali per acquistare un’automobile nuova e dei finanziamenti per poter arredare la casa.

Le regole dei prestiti più richiesti

In base a quanto scritto da Prestitimag.it sono 4 tipologie di prestiti che hanno spiccato su tutti nel mese di Settembre 2020. Quindi, per ricapitolare, diciamo che si tratta dei prestiti per la ristrutturazione della casa, dei finanziamenti per acquistare l’auto e del prestito personale per l’arredamento della casa.

Tutti questi tre tipi di prestiti hanno delle caratteristiche ben precise. Infatti il finanziamento più ricorrente è quello che ammonta a 60 mesi. L’importo medio che viene più richiesto è di circa 12.000 euro.

Gli italiani che chiedono un prestito di questo tipo, quindi, si impegnano di solito a restituire la somma che ottengono nel giro di cinque anni.

I prestiti INPS

Un’altra tipologia di prestiti maggiormente richiesta dagli italiani è costituita dai prestiti INPS. In particolare dobbiamo parlare precisamente per questa categoria dei prestiti INPS ex INPDAP.

Si tratta di un tipo di prestiti per i quali si può accedere a due alternative. Le prima di esse è costituita da un finanziamento diretto, con un’erogazione che avviene direttamente dal proprio fondo a disposizione.

La seconda alternativa è costituita da un finanziamento indiretto. Infatti il tutto viene fatto attraverso banche e finanziarie grazie a particolari convenzioni.

È una differenza molto importante per quanto riguarda queste due tipologie. Infatti i pensionati pubblici possono accedere sia alla prima che alla seconda opportunità. Coloro che invece sono iscritti ad altre gestioni possono avere accesso soltanto alla seconda.

Ma quali sono le caratteristiche tipiche dei prestiti INPS e a quali condizioni vengono concessi? In generale possiamo dire che ai prestiti INPS viene applicato un tasso di interesse annuo del 4,25%. Questo valore può essere considerato, in termini di TAN, molto conveniente, se confrontato con la media dei tassi di interesse che vengono applicati generalmente dalle banche e dalle finanziarie.

Fra le spese che dovrai sostenere, ricordati anche che viene applicata un’altra quota intesa come contributo al fondo rischi. Questa quota può variare in base alla categoria del contribuente. Il tasso del 4,25%, che abbiamo nominato, si riferisce soprattutto a prestiti di poca entità. Infatti i prestiti pluriennali sono soggetti ad un tasso di interesse nominale annuo ancora più basso. Questo tasso corrisponde al 3,50%.

Da questo punto di vista ti puoi rendere conto come ricorrere ad un prestito di questo tipo possa rappresentare davvero una soluzione conveniente.

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Anno bisesto, anno funesto”. Questo antico adagio, purtroppo, non è mai stato così veritiero come nel 2020, annata che ha fatto tornare il mondo indietro di cento anni. Era da quasi un secolo, infatti, che non si assisteva ad un evento pandemico, qual è stato il covid 19, di questa portata e pericolosità, capace di costringere le persone a mutare i propri comportamenti sociali ed i governi ad attuare severi lockdown onde evitare il propagarsi del virus.

Ed il nostro paese, in tal senso, è stato il primo a doversi confrontare con la minaccia del nuovo coronavirus, dopo che in quel di Codogno, lo scorso 21 febbraio, fu segnalato il primo caso europeo. Una situazione che, inizialmente, sembrava coinvolgere solo la zona del lodigiano ed invece, nelle settimane seguenti, si è diffuso con straordinaria rapidità in tutta la Lombardia, specialmente nelle zone di Bergamo, Brescia e Cremona.

L’emergenza sanitaria ha causato anche un’emergenza economica: significativo il crollo del PIL italiano

Tutta l’Italia, in seguito, è stata dichiarata “zona rossa”, con la chiusura delle attività commerciali e produttive, fatte salvo quelle afferenti a beni e servizi indispensabili. La potenza deflagrante del virus, poi, si è manifestata in tutta Europa, costringendo anche gli altri paesi europei, esclusi alcuni “temerari”, ad attuare dei lockdown sulla falsariga di quanto deciso dal governo italiano.

L’emergenza sanitaria, com’era facilmente prevedibile, ha causato anche un significativo crollo delle economie di tutti i paesi del mondo. E se in alcuni casi, come ad esempio quello del Perù (-30%), il coronavirus ha letteralmente mandato alle ortiche un’intera economia nazionale, anche nei paesi più avanzati la situazione non è certamente florida. Tutt’altro.

Guardando a casa nostra, ad esempio, non si può far altro che notare come il secondo trimestre di quest’anno, quello maggiormente segnato dall’avvento della pandemia, abbia fatto registrare una flessione del PIL del 12,8% rispetto al primo trimestre (dove il covid ha inciso solo per qualche settimana sulla produttività dello Stivale) e del 17,8% rispetto a dodici mesi fa. Numeri da far tremare i polsi.

Una situazione economica incerta, che secondo alcuni analisti, però, potrebbe riservare un finale di 2020 in ripresa e un 2021 decisamente in controtendenza rispetto a quest’anno. A fare da ago della bilancia sarà, giocoforza, l’andamento epidemico e l’eventuale commercializzazione di un vaccino o di una cura efficace in grado di contrastare il covid 19.

Aumentano le richieste di prestito, mai così convenienti come nel post lockdown

L’Italia post lockdown è cambiata molto e con lei anche il mondo dei prestiti personali. Sono molti gli italiani che hanno richiesto la sospensione dei mutui, in base a quanto detto dalla redazione di prestitisenzabusta.it. così da poter far fronte alla crisi economica che ci sta attanagliando. E che dovrebbe proseguire, secondo alcune analisti economici, anche nei prossimi mesi.

In questa situazione di grande incertezza, la maggior parte delle persone, per preservare i propri beni e risparmi, decide di ricorrere al mondo del credito del consumo in ogni suo aspetto. Oltre alla sospensione dei mutui, infatti, moltissimi utenti hanno colto al volo la possibilità di richiedere la moratoria sui prestiti personali o aziendali, posticipando il pagamento delle rate in coda alla scadenza originariamente prevista.

In questa fase, però, è importante sottolineare come richiedere un prestito personale, piuttosto che un mutuo casa, non sia mai stato conveniente. I tassi d’interesse, infatti, sono ai minimi storici, complice la politica monetaria espansiva adottata dalla Banca Centrale Europea.

Non è casuale, in tal senso, che nei mesi successivi al lockdown si sia registrato un netto aumento delle domande di prestito, specie quelle finalizzate all’acquisto di alcuni beni, grazie alle basse spese da sostenere e ad un settore del credito che, perlomeno per quanto concerne i “big” del settore, sembra deciso a sostenere famiglie ed imprese in questo difficile momento.

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Hai mai sentito parlare di prestiti senza busta paga in 24 ore? È una soluzione pratica che permette di ottenere un finanziamento in tempi molto veloci, nel giro di poche ore. Si tratta di quelli che vengono definiti anche con il nome di finanziamenti veloci. Una possibilità molto interessante per coloro che vogliono avere subito a disposizione una certa somma di denaro, in genere non molto elevata, nel giro di pochissimo tempo. La pratica relativa all’erogazione del prestito, infatti, viene messa in atto al massimo entro un giorno e spesso tutto viene fatto completamente online. Ma quali sono le informazioni da sapere su questa tipologia di prestiti? Scopriamo tutti i dettagli in questa guida.

Chi può richiederli

In questa guida vedremo se è realmente possibile ottenere un prestito personale senza busta paga in 24 ore e, se sì, come fare per richiederlo. Ribadiamo fin dall’inizio che ricevere un prestito senza busta paga in 24 ore è possibile in molti casi, anche se bisogna tenere conto di alcuni requisiti essenziali per effettuare la richiesta.

Infatti, anche se non si ha a disposizione una busta paga da mostrare per ricevere la somma di denaro chiesta in prestito, bisognerebbe comunque poter contare ad esempio su un reddito alternativo che possa durare nel tempo.

In alternativa i prestiti senza busta paga in 24 ore possono essere richiesti ad esempio da lavoratori che hanno una partita IVA, da lavoratori autonomi, agenti di commercio o artigiani, liberi professionisti, casalinghe o studenti che ricevono il supporto da parte dei genitori.

Naturalmente un altro requisito essenziale consiste nel fatto che non bisogna essere stati segnalati in precedenza come cattivi pagatori. Bisogna sempre infatti essere in regola con i pagamenti precedenti di eventuali altri finanziamenti per ottenere un nuovo prestito.

Quanto si può richiedere

Esistono numerosi enti di credito che mettono a disposizione i prestiti senza busta paga nel giro di 24 ore di tempo. L’obiettivo è fare tutto in modo molto rapido, per accontentare le esigenze degli utenti che hanno la necessità di ricevere un prestito personale in pochissimo tempo.

La prima operazione svolta dagli enti di credito che si occupano di rilasciare questi finanziamenti consiste nell’accertamento dello status del pagatore. L’ente verifica infatti, come abbiamo già accennato in precedenza, che l’utente sia in regola con eventuali pagamenti precedenti e in generale che abbia o meno ricevuto altri prestiti.

Quindi, se non si è stati segnalati come cattivi pagatori e si può dimostrare un reddito alternativo a quello che si ottiene tramite la busta paga, è possibile ricevere un prestito in 24 ore.

Solitamente gli enti di credito forniscono finanziamenti personali di questo genere per somme che non superano i 3.000 euro, anche se in alcune situazioni si potrebbe arrivare ad un massimo di 5.000 euro.

In genere, per una somma non molto elevata, si prevede la richiesta di un numero minore di documenti che il cliente dell’ente deve produrre per effettuare la domanda in modo da ottenere il prestito.

Come richiedere un prestito in 24 ore

Come abbiamo già visto, la procedura per la richiesta di un prestito senza busta paga in 24 ore è molto semplice e non richiede una documentazione molto ampia. Solitamente ci si può rivolgere ad una finanziaria anche attraverso i siti internet messi a disposizione.

La richiesta in genere può essere fatta anche su internet, tramite le apposite piattaforme che gestiscono le richieste di questi prestiti. Vengono richieste delle specifiche informazioni che riguardano l’importo desiderato e ciò che è relativo al reddito alternativo personale.

Inoltre vengono richieste le informazioni sul documento di identità, sul codice fiscale e, ad esempio nel caso dei lavoratori autonomi, sull’ultimo modello Unico a disposizione.

La domanda viene elaborata spesso automaticamente sulla base delle verifiche effettuate a livello informatico. Successivamente, nel giro di poche ore, sarà un consulente ad analizzare la possibilità di concedere il finanziamento.

In questo modo si riducono i tempi necessari per la richiesta di un prestito e tutto può essere fatto in poche ore. Se la richiesta non viene accettata, comunque l’ente di credito può proporre delle soluzioni alternative che potrebbero prevedere ad esempio anche la firma di un garante.

In tutti i casi, infatti, c’è sempre l’opportunità di avere a disposizione delle soluzioni personalizzate che vengono analizzate sulla base delle esigenze specifiche.

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La società nella quale ci siamo ritrovati a vivere ed a muoverci, fisicamente ma anche economicamente, ha subito fortissimi cambiamenti rispetto a pochi decenni or sono. È difficile collocare temporalmente con precisione lo scatto che è avvenuto, ma ad oggi avere il controllo delle proprie finanze ben chiaro e sottocchio è un elemento determinante: ecco perché nel corso degli anni è accresciuta esponenzialmente l’utilità delle indagini patrimoniali.

Ma più in generale, l’argomento va a braccetto con la tematica del recupero crediti: una pratica sempre più utilizzata e soprattutto sempre più centrale in questa società. Andiamo a comprendere allora in queste righe di che cosa si tratta, e come metterla in atto nel concreto nel – non auspicabile di certo, ma pur sempre possibile – caso in cui dovessimo un giorno aver bisogno di utilizzarla.

Recupero crediti: che cos’è

Partiamo quindi dal principio: a che cosa facciamo riferimento quando utilizziamo l’espressione “recupero crediti”? Si tratta in sostanza di tutte quelle operazioni volte alla riscossione dei debiti contratti nel tempo: queste azioni possono ovviamente comprendere il passaggio per le famose vie legali, trattandosi come ben si comprende di un argomento piuttosto spinoso. Per quanto riguarda i debiti stessi, essi possono essere stati contratti nel corso degli anni sia con privati sia con enti o aziende, ma il concetto di fondo è il medesimo.

Come vedremo successivamente, negli ultimi anni sono sempre di più gli utenti – intesi sia come liberi professionisti sia come, ancora una volta, azienda – che hanno deciso o si sono ritrovati nella condizione di doversi rivolgere ad esperti di questo settore per far fronte a determinate problematiche, sempre più diffuse. Nonostante non manchino gli esperti del settore creditizio, però, le operazioni che riguardano questo campo sono particolarmente complesse sul territorio italiano.

Secondo le stime infatti, nel momento in cui ci adoperiamo per recuperare un credito da debitori insolventi, il tempo medio del nostro incasso in Italia è decisamente superiore a quello degli standard europei. Per quale motivo? Le motivazioni possono essere molteplici, ma sicuramente due fattori determinanti sono i costi elevati e le tempistiche prolungate per ottenere le sentenze dai tribunali. Ad ogni modo, andiamo a vedere come recuperare un credito ed a chi rivolgerci per farlo.

Come recuperare un credito

Come abbiamo detto, esistono professionisti del settore in grado di aiutarci e guidarci nelle operazioni di recupero credito: per un’azione del genere è infatti più che consigliabile, quasi obbligatorio, affidarsi a mani esperte e non tentare di farci giustizia in solitaria, addentrandoci in avventure più grosse di noi. Questi professionisti hanno a propria disposizione una serie di strumenti, più o meno adatti alle varie situazioni: dalle azioni legali – la logica conseguenza di una serie di lettere di ingiunzione – alla rinegoziazione del debito.

Ma il libero professionista, o anche l’azienda, da parte sua che cosa può fare nel concreto oltre ad affidarsi a questi specialisti o addirittura ancora prima di farlo? I punti fondamentali sono due, da tenere sempre a mente in qualsiasi momento: per prima cosa sarà fondamentale monitorare il debitore in maniera costante. In questo modo potremo conoscere le sue condizioni reddituali e se e come queste andranno a modificarsi nel corso del tempo.

In secondo luogo è sempre meglio agire in tempi rapidi, quando decidiamo di passare all’azione: una scelta che non deve essere di certo presa d’impulso, ma che non va dall’altra parte procrastinata in maniera eccessiva. Si tratta di un campo infatti in cui le tempistiche sono determinanti: più aspetteremo, minori saranno le probabilità di recuperare i nostri soldi, anche se ci affideremo ai migliori professionisti del campo. Quest’ultima, lo ribadiamo ancora una volta, resta comunque la prima e imprescindibile mossa da compiere per la nostra sicurezza.

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Le indagini patrimoniali, oltre a riguardare le aziende, possono essere relative anche a delle persone fisiche. Ma perché sono così importanti le investigazioni sul patrimonio di una persona? Ci sono molte occasioni in cui potrebbe essere necessario saperne di più sull’andamento economico che riguarda le condizioni di un soggetto, soprattutto quando subentrano dei contenziosi in ambito giudiziario.

Inoltre non bisogna dimenticare che indagare sulla condizione economica di una persona fisica potrebbe essere importante quando non si riesce più a restituire un debito che si è contratto. Ma andiamo più a fondo nell’argomento e scopriamo perché le indagini patrimoniali su una persona fisica sono estremamente importanti.

Perché sono importanti le indagini patrimoniali su persona fisica

Le indagini patrimoniali su una persona fisica, come per esempio quelle svolte dagli specialisti di Vision Indagini, sono molto importanti in varie circostanze. Poniamo il caso, per esempio, che due ex coniugi si vengano a trovare in contenzioso per una serie di motivi burocratici che hanno a che fare con i rapporti economici fra i due. È una situazione che può capitare spesso, specialmente quando di mezzo ci sono dei figli.

Oppure per esempio mettiamo il caso che ci siano dei contenziosi giudiziari riguardo la divisione di un’eredità fra più persone. In tutti questi casi le indagini patrimoniali si dimostrano davvero importanti, per avere un quadro più preciso dei soggetti e per permettere alle parti in causa di difendersi più adeguatamente.

Gli avvocati infatti possono utilizzare in maniera molto efficiente i dati che riguardano lo stato patrimoniale di una persona, in modo da impostare una specifica linea di difesa. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le indagini patrimoniali si rivelano essenziali quando abbiamo a che fare con un debito che un privato cittadino non riesce più a ripagare.

Se siamo noi i creditori e abbiamo citato in giudizio il debitore, è molto probabile che le informazioni che riguardano il suo stato patrimoniale possano darci una mano a recuperare le somme che abbiamo dato in prestito.

Che cosa esaminano le indagini patrimoniali su una persona fisica

Riguardo ad una persona fisica sono molti i prodotti finanziari che le indagini patrimoniali prendono in considerazione. Delle agenzie specializzate, che possiedono una specifica licenza di investigazione, possono indagare su alcuni prodotti finanziari che, per scoprire se una persona fisica, specialmente se è debitrice, può avere.

Per esempio si può cercare di comprendere se un debitore è titolare di un conto corrente bancario o di un conto corrente postale. Si può appurare se possiede dei libretti di risparmio, se ha dei redditi che derivano da lavoro o da pensione.

Sono per esempio particolarmente importanti, anche al fine di recuperare le somme date a credito, da questo punto di vista i redditi da lavoro dipendente. Inoltre si può indagare sul possesso di alcuni beni immobili.

Per esempio quest’ultimo punto appare particolarmente importante, se si tratta di un inquilino che si è reso moroso nei confronti del pagamento di rate di affitto o di spese condominiali.

Qual è l’obiettivo delle indagini patrimoniali su persone fisiche

Gli obiettivi delle indagini patrimoniali su persone fisiche possono essere diversi. In generale possiamo dire quello più ricorrente, che consiste nella possibilità di recuperare una somma data a credito, anche attraverso il pignoramento, che si può richiedere in sede giudiziaria, di un bene immobile di cui il debitore è in possesso o di una parte o di tutto il suo conto corrente.

Per completare il quadro patrimoniale e ricostruire un’indagine approfondita, si verificano i beni mobili ed immobili, si approfondiscono eventuali contratti di affitto, per comprendere se dagli immobili il debitore riceva dei debiti. Si verificano infine le utenze telefoniche e le eventuali quote che detiene presso determinate società.

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Negli ultimi dieci anni, le modalità di approccio al mondo finanziario sono radicalmente mutate. Se i risparmiatori, fino a pochi anni fa, si rivolgevano allo sportello bancario o postale, oggi, gli stessi, prediligono il canale online, in grado di offrire dei notevoli vantaggi.

Si pensi ad esempio, agli oneri da sostenere quando si decide di acquistare o vendere un titolo: gli istituti di credito applicano commissioni particolarmente salate, mentre le piattaforme finanziarie online le applicano in misura decisamente inferiore, talvolta, in casi non poco frequenti, addirittura azzerate.

Perché la consulenza online è più efficace di quella allo sportello?

L’aspetto economico, di conseguenza, è stato quello che ha consentito al trading online, ovvero effettuare operazioni di compravendita nei mercati finanziari tramite Internet, di divenire la modalità d’acceso preferita dagli investitori nell’allocazione delle proprie risorse finanziarie. Ma non è stato l’unico di cui hanno beneficiato gli utenti. Il trading online, infatti, è in grado di ottimizzare compiutamente il prezzo di acquisto o vendita dei titoli, grazie alla possibilità di inserire l’ordine di compravendita in real time.

Recarsi allo sportello bancario, infatti, comporta una significativa perdita di tempo, che spazia dal tempo necessario a raggiungerlo sino all’attesa di essere ricevuti da un consulente. Tempi che divengono talvolta biblici, superiori anche ai 30 minuti. Il vecchio adagio “il tempo è denaro, in ambito finanziario è più che mai veritiero: in alcuni mercati, come – ad esempio – quello azionario, le oscillazioni di prezzo possono essere significative anche nell’angusto spazio di pochi minuti, modificando l’effettiva convenienza di un’operazione.

Il mondo finanziario, però, non è certamente semplice: non è casuale, di conseguenza, che la maggior parte dei risparmiatori “deleghino” le scelte agli esperti del settore, che hanno il compito, a loro volta, di fornire spiegazioni in modo chiaro, semplice ed esaustivo. Per questo motivo, alcuni risparmiatori pensano, erroneamente, che il canale bancario sia in grado di fornire una consulenza più efficiente rispetto ai portali finanziari presenti in rete.

Una credenza totalmente sbagliata, anche se va prestata particolare attenzione nella scelta del sito al quale affidarsi in materia finanziaria. E’ inutile negare, infatti, che Internet possa rappresentare una trappola: i siti poco competenti, o addirittura privi dei requisti per fornire adeguate informazioni ai risparmiatori, non mancano di certo, anche se il loro numero è, fortunatamente,  in drastico calo.

Guida alla scelta del portale finanziario: le caratteristiche dei più affidabili 

Affidarsi a Gazzetta del Trading, invece, rappresenta la miglior scelta possibile, al giorno d’oggi, nel mondo online. L’accesso all’home page, esplica perfettamente quale sia la mission principale del sito: rendere gli investitori maggiormente consapevoli delle proprie scelte in ambito finanziario.

Nella pagina principale, infatti, vengono fornite delle esaustive spiegazioni di cosa significhi “fare trading” alle porte del terzo decennio del nuovo millennio, mentre il “click” immediatamente successivo consente l’accesso alle numerose guide presenti nel portale: anche chi non è avvezzo al mondo finanziario, grazie a spiegazioni semplici e di facile lettura, può crearsi una sorta di “piccola educazione finanziaria” per investire con maggior consapevolezza nei mercati.

D’altro canto, uno degli aspetti di maggior appeal del trading online è rappresentato dall’ampia varietà di scelta dei mercati nei quali operare. Oltre a quelli azionari ed obbligazionari, già noti ai risparmiatori da svariati decenni in quanto accessibili anche tramite lo sportello bancario o postale, è possibile investire in alcuni mercati divenuti famosi proprio grazie alla rete.

Si pensi, ad esempio, al mercato delle criptovalute, divenuto celebre grazie all’esplosione del fenomeno Bitcoin, dove vengono scambiate le cosiddette “monete virtuali”, che alcuni appassionati del mondo finanziario indicano come il futuro del mondo dei pagamenti. Un altro mercato che deve la propria celebrità alla rete è il Forex, che ha letteralmente modificato l’approccio al mondo delle valute da parte degli investitori. Negli ultimi anni, inoltre, anche i CFD, Contract For Differences, stanno riscuotendo un ottimo successo presso i risparmiatori, grazie anche ad alcune agevolazioni di tipo fiscale.

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Negli ultimi anni i governi italiani hanno deciso di mettere a disposizione dei contribuenti alcune detrazioni fiscali tra cui ecobonus e sismabonus. Si tratta di aiuti pensati per sostenere coloro i quali desidera provvedere all’efficientamento energetico, ma non solo, della propria abitazione.

Cosa sono ecobonus e sismabonus

Quando si parla di ecobonus e sismabonus si intendono degli aiuti fiscali dati a chi ha intenzione di andare a migliorare la propria casa sia dal punto di vista energetico che da quello della solidità della struttura.

Per approfondire, in questo articolo viene spiegato che sono misure rese disponibili per la prima con il Decreto Crescita. Al momento, tuttavia, entrambi i bonus sono stati prorogati. L’ecobonus sarà, quindi, attivo fino al 31 Dicembre 2020 e il sismabonus è stato prorogato fino alla fine del 2021. Una bella notizia per chi ha intenzione di andare a fare dei lavori in casa, finalizzati a migliorare la condizione di vita nella stessa.

Grazie all’ecobonus si può avere un aiuto per rendere la propria abitazione più efficiente dal punto di vista energetico e, soprattutto, per avere anche dei tagli in bolletta. La detrazione fiscale per ecobonus sarà compresa tra il 50 e il 65%  in base all’intervento che si ha intenzione di portare avanti. Questo vale, ad esempio, per il cambio caldaia, per l’acquisto di nuovi infissi e così via. Tutto quello che può portare a un risparmio energetico, che si traduce anche in un taglio della bolletta, può essere interessato da questo sgravio fiscale.

Lo stesso discorso va fatto per il cosiddetto sismabonus che è pensato per tutti coloro i quali hanno l’intenzione e l’esigenza di rendere la loro casa più sicura, specialmente nelle zone sismiche che sono a rischio crollo.

In questo caso, il bonus può riguardare anche i condomini e tutte le strutture che richiedono un adeguamento da questo punto di vista. Le percentuali di detrazione vanno dal 70 al 75% in base all’intervento che si desidera fare e del miglioramento effettivamente apportato all’immobile. Ecco, quindi, che se si riduce il rischio sismico di una classe grazie all’intervento che si ha in programma, lo sgravio fiscale è pari al 70%, mentre se si riduce di due classi la percentuale è del 75%. Per i condomini sono previste delle percentuali più elevate che sono dell’75-85%.

Si tratta di interventi importantissimi anche per salvaguardare l’incolumità delle persone che vivono in una abitazione e in un condominio. Pertanto, grazie anche a questi aiuti statali di non poco conto, è possibile andare a risparmiare e a effettuare questi interventi.

Perché approfittare di questi bonus

Si tratta, come detto, di bonus pensati per dare a chi ne ha bisogno degli aiuti al fine di non fare più rimandare degli interventi importanti per la propria abitazione o per un intero condominio. Ecobonus e sismabonus sono, dunque, delle opportunità da cogliere al volo dato che permettono di vivere in condizioni migliori, di annullare o comunque minimizzare i rischi connessi ai terremoti e di risparmiare dei soldi in bolletta grazie agli strumenti predisposti per l’efficientamento energetico.

Non è possibile, quindi, ignorare queste necessità e non approfittare anche degli aiuti che il Governo italiano ha deciso di riconoscere anche per il prossimo anno e per il 2021 nel caso del sismabonus. Per scoprire come usufruire delle detrazioni è utile informarsi così da capire quale forma preferire.

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Perché per un buon posizionamento su Google scegliere correttamente le parole chiave è imprescindibile

Il posizionamento su Google può aumentare di molto i guadagni di qualsiasi tipo di attività, ma ovviamente a patto che il lavoro di SEO sia fatto con ratio e intelligenza. Sappiamo, infatti, che la SEO si divide fondamentalmente in tre passaggi: la scelta delle parole chiave, l’ottimizzazione SEO on page e l’ottimizzazione SEO off page, detta anche Link building.

Ciascuna di queste fasi è fondamentale e serve, in concomitanza con tutte le altre, ad aumentare le nostre possibilità di guadagnare la prima posizione per le parole chiave di nostro interesse. Tutto questo lavoro, però, parte proprio dalla scelta delle parole chiave, operazione che spesso erroneamente viene fatta con leggerezza e senza pensare che questo passaggio costituisce le fondamenta sui cui si ergerà tutto il lavoro successivo e che determinerà se questo sia realmente solido o se “crollerà alla prima folata di vento”.

La scelta delle parole chiave è un passaggio realmente fondamentale nel posizionamento su Google perché costituisce il collegamento che andremo a creare tra noi e il nostro potenziale cliente. Supponiamo di desiderare un nuovo paio di occhiali, magari vintage e che siano acquistabili online. Cercheremo la parola chiave “occhiali vintage online”. Se nella ricerca dovesse comparirmi, tra i primi risultati, un negozio che non effettua vendite online e che, soprattutto, non dispone di occhiali vintage, allora abbandoneremmo il sito internet nel giro di poco tempo, alzando così il “tasso di rimbalzo” e contribuendo a peggiorare il nostro posizionamento su Google.

Con questo esempio quello che ti voglio dire è che la scelta delle parole chiave è davvero qualcosa di fondamentale e non deve assolutamente essere presa alla leggera. Scegliere la keywords sbagliata equivale a cercare di riparare qualcosa che è già rotto in partenza: non si riuscirà mai a raggiungere il risultato sperato.

Ma come faccio a scegliere le parole chiave giuste? Jfactor.it, SEO blog di Filippo Jatta, offre molte guide a riguardo. Non preoccuparti, però, perché nel prossimo paragrafo ti illustrerò tutti i fattori da tenere bene a mente e gli errori da non fare.

I segreti per scegliere le giuste parole chiave

  • Non essere troppo generico

In molti pensano che, dato che le keywords generiche spesso hanno una media di ricerche mensili più alta, sia intelligente scegliere parole chiave poco specifiche (tornando al nostro esempio la parola chiave in questione sarebbe “occhiali”). Quello che non si considera, però, è che l’utente spesso ha già le idee chiare ed è meglio lavorare su un settore di nicchia, per il quale magari è più facile posizionarsi, piuttosto che su una parola chiave troppo generica che, di conseguenza, sarà anche troppo competitiva per garantirci un buon posizionamento.

  • Ragiona fuori dagli schemi

Cerca di aprire la mente quando scegli le tue parole chiave e inizia a domandarti: se io fossi un utente che desidera esattamente il prodotto o il servizio che offro quale parola chiave digiterei? Magari può aiutarti ad avere nuove idee l’appuntare su un foglio cinque parole chiave iniziali e cercare per ciascuna di esse le ricerche correlate. Magari in questa sezione, che si trova di solito a piè pagina, potrebbero comparire parole chiave che fanno al caso tuo ma alla quale non avevi pensato.

  • Scegli le parole chiave con bassa competitività e con una buona media di ricerche mensili

Una volta che avrai stilato la tua lista cerca per ciascuna parola chiave competitività e media di ricerche mensili. Dovrai scegliere le parole chiave poco competitive ma che vengono cercate frequentemente sul web. La giusta scelta, in questa sede, potrebbe portarti a raggiungere la prima posizione anche con il solo lavoro di ottimizzazione SEO on page.

Se terrai a mente tutti questi fattori e dedicherai la giusta attenzione alla scelta delle parole chiave, allora avrai enormi possibilità di riuscita, così che il tuo business diventi, in men che non si dica, un business di successo. Buon lavoro!

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