Categoria: Attualità

Sciopero tassisti 23 marzo: perché si ferma la categoria delle auto bianche e cosa si aspettano dal governo

Sciopero tassisti 23 marzoÈ uno sciopero importante, quello del prossimo giovedì 23 marzo 2017 che vedrà i guidatori delle auto bianche alzare le mani di fronte alle richieste dei consumatori, provocando, ovviamente, non pochi disagi ai viaggiatori: i tassisti si asterranno dal lavoro, continuando una protesta fortemente voluta a causa della totale assenza di risposte da parte del governo, per ben quattordici ore, a partire dalle 8 del mattino proseguendo fino alle 22.

Il motivo di questo sciopero di carattere nazionale – voluto dalle auto bianche nonostante la proposta di Uber relativa ad un possibile incontro e confronto – è determinato dal fatto che i guidatori delle auto bianche non hanno gradito l’assenza di risposte da parte del governo in merito alla presenza di applicazioni web che usurpano il posto di lavoro dei tassisti. Una sorta di umiliazione, è quella che sentono i tassisti, che, riuniti a Roma nelle ultime settimane, hanno chiesto l’eliminazione, nel decreto legge, della parte relativa alle applicazioni web, senza ricevere tuttavia nessuna risposta importante.

Per questo motivo, si è deciso di giocare duro e di fermarsi dal lavoro per quattordici ore: saranno rispettate solo le fasce di garanzia – secondo quanto ammesso anche dai vari sindacati e da diverse sigle – e solo gli spostamenti per disabili e anziani.

 

 

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Sciopero tassisti 23 marzo: garantite solo le fasce di servizio per disabili, anziani e portatori di handicap. Taxi fermi dalle ore 8 alle ore 22

Lo sciopero delle ultime settimane – che ha colpito duramente alcune città, specialmente la città di Roma – potrebbe non aver fatto ottenere ai tassisti ciò che speravano fortemente. E proprio per questo motivo è stata proclamata una nuova astensione dal lavoro, che dovrebbe avvenire il prossimo 23 marzo – questa volta si tratta tuttavia di uno sciopero nazionale – e che dovrebbe fare riferimento ad una durata di circa quattordici ore.

Sciopero tassisti 23 marzoCerto, basteranno a rendere possibile una situazione di disagio, in una nazione come l’Italia che continua a fare un certo uso dei taxi. Ma saranno comunque garantiti i servizi essenziali per alcune categorie di persone, tra cui, ovviamente, anche i disabili: lo sciopero è fortemente voluto anche perché non si è riusciti ad ottenere una risposta importante da parte del governo, mentre Uber ha chiesto recentemente un incontro – che è stato negato dai sindacati del settore – per ottenere una trattativa.

Lo stop dovrebbe riguardare le fasce orarie dalle ore 8 alle ore 22: saranno comunque confermate le possibilità di supporto alle fasce deboli e garantite, ovvero portatori di handicap, persone malate, e anziani

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Batterie a stato solido: un’invenzione che potrebbe cambiare le cose in fatto di capacità, durata e sicurezza

Le batterie a stato solido potrebbero essere la svolta in fatto di miglioramento delle prestazioni di questi oggetti. Oggetti dei quali, al giorno d’oggi, non possiamo sicuramente fare a meno, visto che le batterie rappresentano l’autonomia e aiutano nell’autonomia di molti dei dispositivi che ogni giorno utilizziamo e che popolano le nostre case e le nostre automobili. Abbiamo bisogno delle batterie per camminare con la nostra automobile, ma anche delle batterie per telefonare con il nostro smartphone: e proprio per questo, si rende spesso necessario fare dei progressi scientifici e tecnologici in grado di migliorare sensibilmente la nostra esperienza.

Batterie a stato solidoDopo quelle agli ioni di litio, molto presto potremmo anche trovare un ottimo punto di riferimento anche nelle batterie a stato solido che, secondo il suo inventore e produttore, John B. Goodenough, potrebbero molto presto essere sul mercato per garantire un’esperienza di utilizzo più sicura, ma anche più durevole nel tempo.

Vantaggi potenziali molto interessanti, per queste batterie: secondo le ultime informazioni, infatti, si potrà accumulare energia per un livello superiore di almeno tre volte rispetto alle classiche batterie, con durata del ciclo di scarica ovviamente anche più lunga.

 

 

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Morte Dj Fabo: secondo la Santa Sede è suicidio assistito, vera e propria sconfitta per la società

Dj Fabo è morto, e si è portato con lui l’ennesima sconfitta di una società, quella italiana, che non accetta l’autodeterminazione e non rende possibile la decisione di cosa fare della propria vita quando, in effetti, di vita è rimasto ben poco. Era un deejay molto noto, Fabiano Antoniani, che fino al giorno dell’incidente che gli avrebbe per sempre cambiato l’esistenza aveva vissuto appieno una vita fatta di possibilità, di onore, di piaceri e di doveri, esattamente come si deve ad ogni essere umano.

Morte Dj FaboE Fabiano, o meglio Dj Fabo, come egli stesso voleva farsi chiamare, voleva godere fino in fondo di quella vita che gli era stata quasi tolta del tutto in quell’incidente, ma proprio non ce la faceva più. A sopportare il dolore dell’immobilità, dell’impossibilità, dell’incapacità: di muoversi, di parlare, di vedere, e chiaramente di vivere, visto che Fabiano aveva a lungo riflettuto ed era giunto alla conclusione che se una vita non è degna di essere vissuta, forse non è il caso di continuare ad accanirsi.

Il suo gesto di lasciare per sempre questa vita è stato accolto da molte persone, che hanno sentito empatia e vicinanza con uomo che, a 39 anni, avrebbe potuto prendere il mondo a morsi ma non sarebbe più riuscito a farlo. E c’è stato anche chi, come la Santa Sede, ha definito la scelta di Fabiano come un suicidio assistito, una morte anche per la società, ma anche un monito, perché ognuno di noi riceve la vita e non può esserne padrone, ma solo servitore o ministro.

 

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Anche la Federserd, probabilmente come è giusto che sia, si esprime relativamente alle manovre che si stanno mettendo in campo per il riordino del gioco e dei casino online italiani autorizzati. Però, prima di affrontare qualsiasi disquisizione, si vuole sottolineare che, in ogni caso, sembra assai difficile trovare un accordo tra Governo, Regioni ed Enti Locali, Governo che ha presentato le sue proposte tenendo conto di “profonde meditazioni” volute dalla pluralità di interessi tra i soggetti interessati a questa riforma.

In realtà, quello che si appalesa è che ognuno guarda più ai “propri” interessi che non a quelli collettivi e che “ognuno” guarda, come già detto tante volte, al proprio orticello piuttosto che spaziare con lo sguardo su di un terreno tanto più grande e tanto, a volte insidioso.

Il compito del Governo di coordinare le esigenze di tutti è un compito senza dubbio ingrato e difficile, volendo rispettare l’autonomia decisionale ed il rispetto delle normative emesse da parte degli Enti Locali che non intendono in ogni caso rinunciarvi. E questo presenta limiti difficili da sormontare.

Anche perché tutte le decisioni che si prenderanno saranno prese in completa assenza (o mancanza) di uno studio analitico accurato relativo al fenomeno del gioco d’azzardo oppure con carenza di supporti scientifici che possano giustificare una parte delle proposte che sono state sottoposte.

riforma del giocoManca una visione complessiva del gioco che sia scevra dei vari interessi che lo percorrono, ma che sia un puro pensiero capace di uniformare le esigenze più pressanti, come la diminuzione dell’offerta del prodotto gioco, con quelle di più lungo periodo che contemplino l’evoluzione dei fenomeni tecnologici che si riferiscono al gioco d’azzardo: il tutto andrebbe collocato come un quadro dentro la sua cornice (culturale) così che possa definitivamente indicare una precisa direzione alla regolamentazione che si tenta di intraprendere.

La proposta dell’Esecutivo, forse, rispetta troppo -e viene condizionata- dalle esigenze della politica e dai molteplici interessi che stanno sfruttando proprio le “debolezze della politica” in questo momento: la sua approssimazione è palese come la sua voglia di chiudere questa riforma per potere andare avanti e poter fare questo “famoso bando” per le scommesse in modo da poter “mettere in circolazione” altre concessioni…

Apparentemente, quindi, il Governo compare assai debole, anche perché si è esentato per tanti anni dall’intraprendere iniziative per la regolamentazione del gioco ed i casino online ed, ora, si trova in una situazione difficile dovendo confrontarsi con gli Enti Locali che hanno “guadagnato” parecchio potere che avrebbe dovuto essere del Governo, e che non lo è stato. In più, lo stesso Esecutivo deve lottare con affermazioni ripetute da chiunque come un perenne mantra e cioè che “il gioco d’azzardo pubblico ha portato solo ‘disturbo’ al territorio ed al sociale”: relativamente a queste dichiarazioni, ovviamente, lo Stato deve dare una risposta e sta cercando di farlo con la regolamentazione, il riordino e la ridistribuzione del prodotto gioco.

Forse tutti i componenti che salgono sul palcoscenico del gioco dovrebbero avere l’umiltà di leggere una Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze e comprendere bene ciò che si dice sul gioco d’azzardo sul nostro territorio, cosa che farebbe emergere la grande inconsistenza di tante affermazioni sui problemi dell’azzardo da parte di coloro che “lanciano numeri a caso” relativi alle dipendenze. Questo forse metterebbe chi deve decidere in una posizione diversa da quella presente ed almeno chi dovrà decidere lo farà in base a dati certi, esperienze certe, interessi dichiarati.

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Ecco anche per quale motivo il mondo del gioco e quello dei migliori siti di casino online sta attendendo la riforma: il nuovo bando “scommesse” che consentirà l’assegnazione di nuove concessioni e che porterà al mercato italiano l’ingresso di nuovi operatori internazionali, anche di forte brand, che potrebbero dare un ulteriore stimolo per rendere questo segmento di mercato ancora più ricco, tecnologicamente innovativo e, sopratutto, accattivante e coinvolgente.

E non da ultimo, bisogna anche ricordare che “l’ingresso di nuove concessioni” toglierà forza e “pezzi” al mercato illecito, visto che darà la possibilità per alcune piattaforme ancora senza autorizzazione italiana, di entrare nella rete lecita del nostro Paese, immettendo una sana competizione sul mercato che non farà altro che aumentare la qualità dei prodotti, ma in tutta sicurezza e legalità.

nuovi operatori internazionaliOvviamente, per garantire una crescita del mercato online è sempre più necessario ed importante puntare sulla protezione del sistema, innanzitutto con campagne che portino a “svilire” i continui attacchi mediatici ed anche politici nei confronti di questo settore. Porterà anche ad essere attivi nello studiare e mettere sul campo azioni efficaci per promuovere il gioco responsabile e la sua cultura. Risulterà essere assolutamente indispensabile il lavoro sulla stesura e sulla informazione delle linee guida per il gioco online, così come hanno già fatto da tempo altri Paesi: è assurdo che il Paese Italia, che è quasi sempre all’avanguardia su tantissime cose, non lo sia anche in questa direzione!

Come per tutto il mondo del gioco d’azzardo lecito, è importante che si faccia recepire anche questo segmento del gioco come un mercato sano, dell’intrattenimento e che questo mercato venga accettato “socialmente”, ma che dovrà essere attentamente controllato affinchè il divertimento non degeneri in comportamenti problematici che vanno a svantaggio direttamente del giocatore, del settore ed anche del territorio e della società.

Certamente, il mercato del gioco può avere nuovi sviluppi come quello sempre più attuale dell’esperienza di gioco omnichannel: ormai, sono sempre di più i giocatori retail che avranno un conto di gioco aperto e che giocheranno con più canali, usufruendo e beneficiando delle offerte che ogni canale mette a disposizione.

Il segmento che probabilmente avrà un maggiore sviluppo, oltre a quello dei casino online, visto che almeno in Italia è ancora ai primordi, è quello delle scommesse come fantasy sport, eSport ed altro, ma nella crescita futura ci sarà un grande spazio anche per il comparto slot machine, grazie alla innovazione tecnologica che porta sul mercato prodotti sempre più coinvolgenti nelle dinamiche di gioco.

Parlare di sviluppo di mercato quando gli operatori del gaming italiano, però, sono soggetti a restrizioni e difficoltà sembra veramente utopistico. Non da ultimo il problema che è sorto dalle limitazione da Google sulla rete: ad oggi, gli operatori italiani legali, titolari quindi di una concessione statale, non possono proporre le nostre app di gioco di Google Play poiché andrebbero incontro ad una serie di restrizioni imposte dalla politica di questa società, mentre si moltiplicano le app “fake” che propongono altri tipi di gioco. Questo è veramente un problema serio per gli operatori tricolore che andrà affrontato, discusso e risolto perché sta creando tantissime complicazioni che portano a mancati incassi notevoli oltre che problematiche di “comunicazione”.

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Non vi è alcun dubbio che il riordino del settore dei giochi e quello di tutti i migliori casino online italiani debba passare attraverso la responsabilità e l’obbiettività e non certamente attraverso polemiche, oppure peggio ancora protagonismi che non fanno altro che aggiungere “pepe” ad una situazione assai delicata e che necessita di una soluzione “veloce”.

E sopratutto non è prendendo di mira questa o quella parte del gioco, oppure questa o quella categoria, che si possono mettere solide basi per combattere la ludopatia od il gioco problematico.

Questa premessa vale sopratutto nei confronti del Governatore della Puglia che sottolineando l’assoluta necessità di arrivare ad una riforma del settore ludico ha difeso la categoria “dei tabaccai” in quanto ”già addestrata al rispetto delle regole e, di conseguenza, capace id gestire il gioco compulsivo, anche rispetto alle grande sale giochi”.

riforma dei giochiUna affermazione come questa non può che mettere in “cattiva luce” altre categorie che secondo Michele Emiliano non sono capaci di gestire la possibilità di riconoscere un giocatore con tendenze alla dipendenza da gioco.

Le polemiche, e sul gioco si sa che ne sono state fatte tantissime, non hanno portato veramente a nulla, hanno solo fatto perdere del gran tempo ed hanno fatto “pallottare” le responsabilità da uno all’altro senza arrivare, ovviamente, a nulla di concreto. Ed ormai il mondo del gioco d’azzardo pubblico “deve invece” arrivare alla concretezza della riforma: pena il disfacimento del settore con tanti operatori “a spasso”, tante aziende chiuse e con un grande riflesso sull’economia del Paese (ed anche dell’Erario).

Da queste polemiche indubbiamente sterili ne è derivato che il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha chiesto a tutti coloro a cui il settore ludico interessa, e quindi interessa l’accordo per la “ristrutturazione” del gioco, di lasciare a casa i protagonismi e di suggerire qualsiasi “idea” che possa smussare gli angoli ancora spigolosi che stanno rallentandone la definizione. Ovviamente, Baretta ha sottolineato che vi sono esercizi ed esercizi: dove il gioco è ben seguito da personale preparato, ma che il prodotto gioco ed il prodotto casino online sia troppo presente sul territorio e che, quindi, la sua riduzione sia indispensabile per poter seguire “quello restante” con attenzione e regolamentarlo di conseguenza con maggiore ragionevolezza.

È inutile continuare a fare discussioni di “lana caprina”, continuare a gettare ombre su chi o cosa non ne ha assolutamente bisogno. È necessario prendere atto della situazione attuale nella quale il gioco pubblico si trova e si dibatte: partire da questo dato e riorganizzarlo, migliorarlo, mettere al sicuro l’intero settore ed i giocatori. Questi ultimi devono essere indirizzati verso la “rete lecita” che “deve offrire sicurezza e tranquillità” ed evitare che gli stessi consumatori si “perdano nella rete illegale” che è foriera solo di… guai.

Ancora non si riesce a comprendere quale possa essere “la strada maestra” da seguire per il riordino dei giochi: l’Esecutivo pensava di averne trovato il percorso cercando di acconsentire a tutte le richieste degli Enti Locali o, quanto meno, pensava di essere andato incontro alla maggior parte di queste. Ma, evidentemente, bisogna ancora continuare a lavorare per riuscire a proporre “qualcosa di più”, o qualcosa di meglio, anche se onestamente da parte dell’Esecutivo non si comprende cosa in più si potrebbe fare. Ma tutto deve proseguire senza polemiche e senza protagonismi… altrimenti non si andrà da nessuna parte e non si costruirà nulla di positivo ed interessante.

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Piano protezione Alitalia: cosa fare se il volo è coinvolto nello sciopero del 23 febbraio. Ecco il piano straordinario della compagnia aerea

La compagnia aerea italiana si ferma, in data giovedì 23 febbraio 2017: lo sciopero è stato proclamato dalle sigle sindacali Usb e Cub Trasporti, in collaborazione con sindacali confederali e Anpac e Anpav per l’intera giornata di giovedì 23 febbraio 2017. Saranno garantite solo alcune fasce orarie, indicativamente quella dalle 7.00 alle 10.00 e quella dalle 18.00 alle 21.00, con la cancellazione del 60% di voli programmati, sia a livello nazionale che su fascia internazionale.

Cosa fare se il nostro volo è stato coinvolto nello sciopero?

Piano Protezione AlitaliaLa prima cosa da fare è controllare, sul sito ufficiale Alitalia, se il volo prenotato rientra all’interno della lista dei voli cancellati. Sul sito stesso, è anche possibile reperire tutte le informazioni relative al piano di protezione Alitalia, che dirotterà i passeggeri sui primi voli disponibili proponendo diverse modalità di riprotezione. Le opportunità sono sostanzialmente tre: il rimborso totale del biglietto; il cambio di prenotazione senza alcuna penale, ma con volo da effettuarsi entro e non oltre il 10 marzo; il cambio di itinerario.

Il consiglio è quello di verificare, inoltre, i voli della serata del 22 febbraio e della prima mattinata del 24 febbraio: anche alcune di queste fasce, infatti, potrebbero essere coinvolte nello sciopero.

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