Categoria: Turismo

Il Giappone: la meta da sogno agognata da tantissimi turisti amanti dell’oriente e di tutto quello che ha a che fare con il Sol Levante, che si tratti di cucina, religione o cultura pop.

Sono poi in molti quelli che aspettano proprio questo periodo e i primi giorni della primavera per partire, desiderosi di approfittare del periodo migliore per godersi il Giappone, nel pieno del cosiddetto “hanami”.

Aprile e maggio sono infatti i mesi ideali per un viaggio nelle terre del “mikado”, viaggio che magari comprenda il classico binomio Tokyo-Kyoto e che permetta di godere al massimo del risveglio della natura. L’hanami è infatti il periodo della fioritura dei ciliegi, i famosi sakura giapponesi che in primavera riempiono di colori pastello le foreste, i parchi e templi giapponesi.

Si tratta ovviamente della stagione più costosa e, come sempre quando si tratta di Giappone, il viaggio va organizzato nei minimi particolari e con larghissimo anticipo, ma le soddisfazioni che riceverete saranno sicuramente proporzionali alle spese e ai “fastidi” di una preparazione così stressante.

hanami primaverileSì, perché se quest’ultima sarà particolarmente pesante (anche per le vostre tasche), la vacanza in sé si rivelerà davvero essere un sogno ad occhi aperti.

Volete passare qualche settimana primaverile in Giappone? Allora non potete fare a meno del già citato binomio Tokyo-Kyoto.

La capitale è perfetta per fondere a meraviglia l’antico con il moderno, le bellezze della grande metropoli e lo splendore dei templi shintoisti e dei numerosi parchi cittadini, quello di Inokashira in primis. Kyoto sarà invece la parte più “spiritual” del vostro viaggio: l’antica capitale imperiale vi proietterà nel passato e vi accoglierà con il suo spettacolare hanami, che a lì raggiunge i livelli più alti.

Nel mezzo poi non dovrete assolutamente perdervi il Parco di Nara, con la sua riserva naturale e i suoi docili cervi, e tante altre città belle ed ospitali. Se poi avete maggiore disponibilità di tempo e denaro, allora non potete fare a meno di “allungarvi” fino all’estremo nord del Giappone, sull’isola di Hokkaido, dove la natura è ancora selvaggia e dove i sakura in fiore danno il meglio di loro all’interno delle grandi foreste del popolo Ainu.

Siete forse in ritardo per un viaggio del genere, almeno per quest’anno? Non buttatevi giù, potreste sempre trovare qualche particolare offerta da qui alla fine di maggio.

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Classifica internazionale spiagge secondo utenti TripAdvisor: vince il Brasile, ma l’Italia ha una sua top ten di tutto rispetto

Siamo ancora un po’ in anticipo rispetto alla tabella di marcia, ma chi sta già pregustando la bellezza di una prossima vacanza al mare per l’estate 2017, può già mettersi all’opera per andare alla ricerca delle informazioni sulle località più belle e che valga la pena di visitare, almeno una volta nella vita.

C’è ancora molto tempo per pianificare la prossima vacanza, e perché non approfittare di questo tempo a disposizione, per affidarsi all’interessante classifica internazionale che riguarda le spiagge più amate del mondo?

Classifica internazionale spiaggeAl primo posto della classifica si trova il Brasile, con la sua spiaggia, la Baia do Sancho, che rappresenta una bellissima località dove sole e mare si combinano alla perfezione con le esigenze di relax e di divertimento. Secondo l’innovativa classifica TripAdvisor Travelers’ Choice™ Beaches Awards – innovativa proprio perché stilata dalla community di viaggiatori che recensiscono online le località – sono ben 343 le spiagge del mondo che meritano una “capatina” almeno una volta nella vita: tra queste, troviamo – oltre al podio brasiliano – anche un primo posto europeo, che va alla spiaggia spagnola La Concha, a San Sebastian; l’Italia, invece, conferisce il suo podio in classifica alla Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, che si aggiudica, tra l’altro, anche un buon quinto posto in Europa.

Nella top ten italiana, però, troviamo ben cinque spiagge amate in Sardegna: due a Ogliastra, due a Sassasri, ed una ad Oristano. Domina comunque il Sud Italia, con Sicilia e Calabria tra le altre località più amate.

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Il 2017 si prospetta essere un anno di fondamentale importanza per il turismo mondiale.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infatti dichiarato aperto l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo sviluppo, ponendo come obiettivo principale dell’importante celebrazione – giunta alla sua seconda edizione dopo quella del 2002 – quello di favorire l’ambiente e le economie in difficoltà.

Molto chiaro lo scopo degli organizzatori: sottolineare il più possibile la necessità di usare questo settore del mercato, che ogni anno riesce a produrre un fatturato che si aggira attorno al miliardo di dollari, per il bene dell’ambiente e delle persone.

A chiarirci ancora meglio le idee ci pensa Chiara Boracchi di LifeGate, associazione da sempre interessata a tale materia.

Il concetto di turismo sostenibile è stato introdotto nel 1988, circa un anno dopo la definizione di sviluppo sostenibile, dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto). Esso indica un modo di viaggiare rispettoso del pianeta, che non alteri l’ambiente, naturale, sociale e artistico, e non ostacoli lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. Si tratta in pratica di un tipo di turismo non distruttivo, con un impatto ambientale basso e che punta a favorire le economie più in difficoltà.

turismo sostenibileIl concetto può essere spiegato utilizzando una semplice contrapposizione: il turismo sostenibile può essere infatti visto come l’opposto del turismo di massa, quella forma di turismo cioè che non tiene conto delle specificità dei territori, risulta invasivo e, nonostante i numeri che fa registrare, non supporta davvero lo sviluppo economico di un dato Paese, soprattutto per quanto riguarda quelle zone del mondo più povere dove il turismo non è controllato e apporta solo svantaggi alle popolazioni locali.

Senza contare poi l’impatto ambientale, molto più elevato di quanto si possa immaginare (basti pensare a quanta acqua viene consumata, spesso inutilmente, dai turisti, o anche all’inquinamento causato dall’uso massivo degli aerei).

L’obiettivo, prosegue Chiara Boracchi, è quello di aumentare la consapevolezza verso le tematiche ambientali e far diventare il turismo un motore per lo sviluppo reale e sostenibile per i paesi più in difficoltà. Si vuole sottolineare una volta di più che la salvaguardia ambientale deve andare di pari passo con l’equità sociale.

Molto positivo Taleb Rifai, Segretario generale dell’Unwto, che vede l’Anno Internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo come “un’occasione unica per promuovere il contributo del settore del turismo ai tre pilastri della sostenibilità – economico, sociale e ambientale“.

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