Categoria: Salute

Allarme Anisakis: il parassita filiforme che si riproduce nell’intestino a partire da pesce crudo non controllato e di scarsa qualità

Allarme AnisakisÈ tornata alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi, la notizia relativa alla pericolosità che in alcuni casi è legata al consumo – spesso non controllato – di pesce crudo: da quando anche in Italia è nata – o comunque ha trovato la sua grande ed estrema diffusione – la moda del sushi, purtroppo si stanno verificando molte più infezioni relative al verme “Anisakis”, un parassita che era quasi sconosciuto, fino a qualche anno fa, nei paesi occidentali.

La causa di tutto ciò si riferisce all’eccessivo consumo di sushi di bassa qualità, ed in particolar modo a tutti quei locali e ristoranti che offrono la formula All you can eat senza tuttavia fare riferimento ad un valore che dovrebbe essere estremo: la sicurezza. Chi ama il cibo giapponese sa che le conseguenze relative al consumo di pesce crudo senza i dovuti controlli potrebbero essere estreme: secondo quanto è emerso da una recente indagine scientifica e medica portata avanti da ‘Bmj Case Reports’, il rischio è molto più grave di quanto potremmo immaginare.

I parassiti, di forma filiforme, si possono infatti riprodurre all’interno dell’intestino, determinando così effetti molto importanti per l’uomo, come vomito, dolori addominali, febbre, con conseguenze devastanti che si avvicinano alla morte.

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Marijuana shock: l’uso negli anziani potrebbe fermarne il declino cognitivo e funzionale. Vediamo perché

Potrebbe essere uno dei segreti della longevità del cervello, grazie al suo potente potere di stop del declino cognitivo e funzionale che si può avere nella terza età: stiamo parlando della cannabis, la cosiddetta marijuana, il cui principio attivo, il Thc, potrebbe essere responsabile di un sostanziale e notevole stop della degenerazione cerebrale negli anziani.

Marijuana shockLa scoperta scientifica potrebbe avere dell’incredibile e del contraddittorio, se pensiamo soprattutto al fatto che l’effetto che questo principio attivo ha negli esseri umani di età giovane è sostanzialmente l’opposto: l’uso della cannabis tra i giovani è fortemente sconsigliato proprio per via dell’effetto che essa ha nel cervello giovanile, ma – a sorpresa – la scoperta che è stata effettuata di recente potrebbe modificare del tutto l’approccio medico negli anziani.

A sostenerlo sono alcuni studiosi  che hanno presentato le loro ricerche dopo gli studi eseguiti nei laboratori dell’Università di Bonn e della Hebrew University di Gerusalemme: qui, i ricercatori hanno potuto studiare gli effetti della cannabis nei topi, evidenziando come il principio della cannabis, somministrato in quei topi che presentavano un declino delle funzionalità cognitive e cerebrali, abbia in qualche modo prevenuto l’insorgenza dell’invecchiamento.

Perché si possa dire con certezza che lo stesso effetto si verifichi nell’essere umano è difficile a dirsi, viste le differenze che intercorrono tra topi ed umani: ma i ricercatori sono convinti che, ben presto, questi risultati si potranno applicare anche all’essere umano, dimostrando molti passi in avanti dal punto di vista medico e scientifico.

 

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Mastectomia non necessaria: chirurgo a Londra operava donne sane per accrescere la sua credibilità e “allenarsi”

Mastectomia non necessariaProponeva alle sue pazienti un’operazione chirurgica al seno invasiva e importante – per quanto spesso risolutiva, quando è il caso che essa venga eseguita – senza che tuttavia le donne avessero bisogno di questo intervento: è il caso shock di un medico chirurgo di Londra, il quale, dopo le dovute verifiche, è stato accusato di aver spinto diverse pazienti alla mastectomia, un intervento di estirpazione chirurgica del seno, senza che ve ne fosse davvero la necessità.

Mastectomia su donne sane, che non avrebbero avuto alcun bisogno di un intervento chirurgico: è quanto accaduto alle donne trattate da Ian Patterson, un medico di quasi cinquant’anni, che spesso incentivava l’operazione in donne sane facendo loro credere di essere ammalate di cancro al seno. La falsificazione era portata avanti per diversi scopi, primo fra tanti quello di ottenere una maggior credibilità dal punto di vista medico e chirurgico grazie alle diverse operazioni su larga scala e, pertanto, anche un maggior introito economico sul lungo termine.

Individuato e scoperto nelle sue losche attività, il medico è ritenuto oggi responsabile di molti interventi chirurgici non necessari, e potrebbe ritrovarsi a scontare pene molto dure e pesanti.

 

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Bruciore di stomaco quando curare: ecco quando è necessario rivolgersi al medico

Al giorno d’oggi affrontare una patologia o comunque un disturbo di carattere apparentemente semplice come il bruciore di stomaco può apparire come una passeggiata. Ed in effetti lo è, se il bruciore di stomaco – la classica pirosi, che può essere anche accompagnata da altri sintomi – non si presenta di continuo, ovvero quando il disturbo relativo al bruciore è qualcosa di passeggero, di cui basta semplicemente curare i sintomi.

Bruciore di stomaco quando curareÈ normale che, in alcune situazioni nello specifico, il classico bruciore di stomaco possa sopraggiungere, provocando disturbi specifici, come pirosi, dolore alla bocca dello stomaco, sensazione di bolo – nodo alla gola – e talvolta anche fame inspiegabile, quella sensazione di vuoto allo stomaco che spesso ci spinge a mettere subito qualcosa sotto i denti.

Ma quando bisogna rivolgersi al medico per affrontare il problema? Bisogna fare riferimento al medico quando la sintomatologia appare praticamente quasi del tutto impossibile da sopportare: infatti, talvolta si sbaglia credendo che i sintomi possano essere gestiti empiricamente, mentre in realtà può essere necessario agire diversamente, andando alla radice del disturbo e cercando quindi di comprendere da dove, esso, possa derivare.

Se il bruciore di stomaco si presenta anche in caso di prevenzione massiccia – ovvero evitando tutti i cibi da semaforo rosso, ad alto contenuto acido – allora può essere il caso di rivolgersi al medico per eventuali analisi di approfondimento.

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Prevenire bruciore di stomaco: consigli utili su come evitare la formazione del reflusso gastroesofageo

In un periodo come quello che abbiamo appena attraversato e dopo le varie abbuffate che ci possono aver spinto ad esagerare, non è così difficile soffrire di reflusso esofageo. Come abbiamo dichiarato in un precedente approfondimento di qualche giorno fa, il bruciore di stomaco è chiaramente un disturbo molto diffuso, che oggi colpisce una persona su tre e che, anche per questo motivo, siamo soliti oggi chiamare comunemente malattia del terzo millennio.

Prevenire bruciore di stomacoMa come si può evitare il bruciore di stomaco? Esistono dei rimedi preventivi che possano in qualche modo far sì che il disturbo non si presenti?

Di bruciore di stomaco si soffre tutti, almeno una volta nella vita. Dopo un periodo di abbuffate, come può essere quello che accompagna la Pasqua o il Natale, è normale sentirsi appesantiti e soffrire di questo disturbo: esistono tuttavia dei rimedi preventivi, che possono in qualche modo aiutarci ad affrontare il problema nella migliore delle modalità.

Tra i consigli utili per lenire il bruciore di stomaco ma soprattutto per prevenirne l’insorgenza, ricordiamo:

  1. Evitare cibi pesanti e piccanti, ad alto contenuto acido, e prediligere invece i cibi poco conditi o comunque conditi in maniera naturale, preferendo anche cotture leggere;
  2. Mangiare lentamente, rendendo così possibile la triturazione del cibo in maniera più semplice e facendo sì che avvenga velocemente lo svuotamento dello stomaco;
  3. Mangiare poco e spesso, evitando le grosse abbuffate;
  4. Evitare di coricarsi subito dopo mangiato;
  5. Evitare sovrappeso e obesità.
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Bruciore di stomaco, cos’è e come si presenta: è un disturbo che colpisce oggi una persona su tre

Comunemente noto come bruciore di stomaco, il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto diffuso, specialmente al giorno d’oggi, anche a causa di uno stile di vita spesso inadeguato e scorretto, che ci porta ad effettuare una serie di azioni che possono in qualche modo incentivare la presenza di questo stesso disturbo. Quando si parla di reflusso, infatti, si fa riferimento ad un normale disturbo fisiologico, che spesso si può verificare conseguentemente ad eventi ordinari e normali, ma che talvolta può destare preoccupazioni e ansia.

Bruciore di stomacoIn genere, il bruciore di stomaco si verifica in casi particolari, come ad esempio dopo aver consumato un pasto molto pesante – e magari non si è abituati a questo tipo di alimentazione – oppure dopo aver consumato cibi piccanti, cioccolata, pomodori o altri alimenti che possono indurre o comunque peggiorare la situazione relativa al bruciore di stomaco. O, ancora, se ci si corica subito dopo aver mangiato, senza lasciarsi il tempo per la digestione.

Questo disturbo, in genere, non desta preoccupazioni quando si presenta in seguito a queste azioni: non a caso, infatti, esso è anche chiamato malattia del terzo millennio, perché colpisce almeno una persona su tre. Può, però, essere contrastato e prevenuto con una dieta adeguata e con alcuni comportamenti e stili di vita che contribuiscano ad evitarne l’insorgenza.

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Negli ultimi anni sta dilagando anche in Italia la mania degli estratti di frutta e verdura. Questo tipo di bevande si ottengono con un semplice elettrodomestico  chiamato appunto estrattore, che negli USA è in voga da vari decenni.

Si tratta di un apparecchiatura che consente di separare le fibre di frutta e verdura dai succhi che contengono, con un processo a freddo, che permette di mantenere quasi inalterate alcune proprietà nutritive degli alimenti.

Centrifuga o estrattore

estrattore di succoFino a qualche anno fa chi desiderava prepararsi in casa un succo liscio, privo di polpa e fibre, doveva utilizzare una centrifuga. Questa apparecchiatura sminuzza la frutta, o la verdura, facendola poi girare vorticosamente, per poi filtrare il contenuto acquoso degli alimenti.

Il risultato è un succo compatto e non del tutto omogeneo, molto gustoso e piacevole da consumare. Nel processo però buona parte delle vitamine si ossidano o si corrompono, a causa dell’aria che penetra nel macchinario e del calore causato dalla rotazione ad elevata velocità.

L’estrattore di succo a freddo (come potete anche leggere su http://estrattoriecentrifughe.com/) invece tratta frutta e verdura senza scaldarla e senza esporla eccessivamente all’aria; questo consente di preservare la gran parte dei nutrienti contenuti negli alimenti. Inoltre, avendo un’apertura sempre disponibile, consente di mescolare diversi alimenti durante l’estrazione, dando vita a ricette personalizzate particolarmente gustose e creative.

Oltre a questo, nell’estrattore si possono inserire tutti i frutti e le verdure che si desiderano, aggiungendo magari anche zenzero ed erbe aromatiche. Nella centrifuga invece è consigliabile evitare alcuni alimenti, ad esempio quelli ricchi di piccoli semi, che potrebbero intasare il filtro a maglia fine contenuto nell’elettrodomestico.

I vantaggi dell’estrattore di succo

Il risultato dell’estrazione di frutta e verdura è un succo molto liscio, totalmente privo di fibre alimentari, ma ricco di Sali minerali, vitamine perfettamente preservate e zuccheri. Si tratta di un vero e proprio tocca sana per la salute, anche se è bene consumare questi succhi con moderazione, in quanto portano ad un elevato picco glicemico.

Estratti di frutta e verduraQuando si mangia un frutto, ad esempio una mela, si assumono vitamine, Sali minerali, zuccheri e fibre; queste ultime ci consentono di assorbire i nutrienti lentamente, in modo da evitare di aumentare troppo rapidamente la glicemia. Se si eliminano le fibre l’assorbimento dei nutrienti avviene in modo molto più rapido, cosa che può essere un’arma a doppio taglio.

Un estratto di frutta e verdura a colazione può infatti essere un buon modo per cominciare la giornata; invece bevuto dopo cena, prima di andare a letto, può risultare un alimento eccessivamente ricco di calorie. Anche perché se si prepara un estratto di mela, si utilizzano magari 3-4 frutti per ottenere un bicchiere di liquido.

Perché scegliere gli estratti vegetali

Aggiungere alla propria dieta un estratto di frutta e verdura aiuta ad assumere la corretta quantità di Sali minerali e vitamine per una dieta equilibrata. I nutrienti estratti dagli alimenti infatti sono subito disponibili, molto di più che quando si consumano crudi e interi.

Alcune vitamine poi, come ad esempio quelle del gruppo B, sono difficili da assimilare dagli alimenti; chi si sgranocchia una carota cruda non si rende conto che sta sprecando buona parte dei carotenoidi in essa contenuti, in quanto l’organismo non sarà in grado di rompere le membrane cellulari dell’alimento, traendone tutta la vitamina B contenuta.

Al contrario, con un estratto di carota abbiamo a disposizione tutti i carotenoidi in essa contenuti. Oltre a questo ci sono moltissime persone che non amano mangiare frutta e verdura; con l’estrattore invece si possono preparare estratti gustosi e facili da bere: a colazione si possono consumare in questo modo diverse porzioni di frutta e verdura, evitando così di doverle mangiare a pranzo o a cena.

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Gene dei gufi: identificato difetto genetico delle persone che hanno l’abitudine di andare a dormire tardi

Gene dei gufiAndare a letto sempre ad un orario tardo potrebbe indicare la presenza di un difetto genetico, una sorta di mutazione che potrebbe essere determinante nella difficoltà di addormentarsi ad orari accettabili: è quanto è stato individuato in un recente studio, portato avanti dai ricercatori della Rockefeller University, i quali hanno mostrato come, alla base della difficoltà di addormentarsi, vi sia proprio una situazione genetica, un difetto, il gene CRY1, chiamato gene dei gufi.

Questo gene si trova all’interno del DNA delle persone che non riescono ad andare a dormire se non nelle prime ore del mattino o, al massimo, nel cuore della notte: le conseguenze di queste abitudini sono chiare e comprensibili, visto che le persone che hanno questa difficoltà non riescono facilmente a mantenere la concentrazione durante la giornata, e soffrono quindi di un vero e proprio disturbo del sonno, chiamato a tutti gli effetti ‘Disturbo della fase del sonno ritardato’.

Ma c’è di più: a quanto pare, il gene del gufo è una condizione alquanto diffusa. Secondo gli esiti della ricerca, infatti, ne soffre circa una persona ogni 75. Un vero e proprio disturbo che andrebbe individuato, e sul quale è molto importante trovare delle terapie adatte.

 

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