Categoria: Economia

Perché per un buon posizionamento su Google scegliere correttamente le parole chiave è imprescindibile

Il posizionamento su Google può aumentare di molto i guadagni di qualsiasi tipo di attività, ma ovviamente a patto che il lavoro di SEO sia fatto con ratio e intelligenza. Sappiamo, infatti, che la SEO si divide fondamentalmente in tre passaggi: la scelta delle parole chiave, l’ottimizzazione SEO on page e l’ottimizzazione SEO off page, detta anche Link building.

Ciascuna di queste fasi è fondamentale e serve, in concomitanza con tutte le altre, ad aumentare le nostre possibilità di guadagnare la prima posizione per le parole chiave di nostro interesse. Tutto questo lavoro, però, parte proprio dalla scelta delle parole chiave, operazione che spesso erroneamente viene fatta con leggerezza e senza pensare che questo passaggio costituisce le fondamenta sui cui si ergerà tutto il lavoro successivo e che determinerà se questo sia realmente solido o se “crollerà alla prima folata di vento”.

La scelta delle parole chiave è un passaggio realmente fondamentale nel posizionamento su Google perché costituisce il collegamento che andremo a creare tra noi e il nostro potenziale cliente. Supponiamo di desiderare un nuovo paio di occhiali, magari vintage e che siano acquistabili online. Cercheremo la parola chiave “occhiali vintage online”. Se nella ricerca dovesse comparirmi, tra i primi risultati, un negozio che non effettua vendite online e che, soprattutto, non dispone di occhiali vintage, allora abbandoneremmo il sito internet nel giro di poco tempo, alzando così il “tasso di rimbalzo” e contribuendo a peggiorare il nostro posizionamento su Google.

Con questo esempio quello che ti voglio dire è che la scelta delle parole chiave è davvero qualcosa di fondamentale e non deve assolutamente essere presa alla leggera. Scegliere la keywords sbagliata equivale a cercare di riparare qualcosa che è già rotto in partenza: non si riuscirà mai a raggiungere il risultato sperato.

Ma come faccio a scegliere le parole chiave giuste? Jfactor.it, SEO blog di Filippo Jatta, offre molte guide a riguardo. Non preoccuparti, però, perché nel prossimo paragrafo ti illustrerò tutti i fattori da tenere bene a mente e gli errori da non fare.

I segreti per scegliere le giuste parole chiave

  • Non essere troppo generico

In molti pensano che, dato che le keywords generiche spesso hanno una media di ricerche mensili più alta, sia intelligente scegliere parole chiave poco specifiche (tornando al nostro esempio la parola chiave in questione sarebbe “occhiali”). Quello che non si considera, però, è che l’utente spesso ha già le idee chiare ed è meglio lavorare su un settore di nicchia, per il quale magari è più facile posizionarsi, piuttosto che su una parola chiave troppo generica che, di conseguenza, sarà anche troppo competitiva per garantirci un buon posizionamento.

  • Ragiona fuori dagli schemi

Cerca di aprire la mente quando scegli le tue parole chiave e inizia a domandarti: se io fossi un utente che desidera esattamente il prodotto o il servizio che offro quale parola chiave digiterei? Magari può aiutarti ad avere nuove idee l’appuntare su un foglio cinque parole chiave iniziali e cercare per ciascuna di esse le ricerche correlate. Magari in questa sezione, che si trova di solito a piè pagina, potrebbero comparire parole chiave che fanno al caso tuo ma alla quale non avevi pensato.

  • Scegli le parole chiave con bassa competitività e con una buona media di ricerche mensili

Una volta che avrai stilato la tua lista cerca per ciascuna parola chiave competitività e media di ricerche mensili. Dovrai scegliere le parole chiave poco competitive ma che vengono cercate frequentemente sul web. La giusta scelta, in questa sede, potrebbe portarti a raggiungere la prima posizione anche con il solo lavoro di ottimizzazione SEO on page.

Se terrai a mente tutti questi fattori e dedicherai la giusta attenzione alla scelta delle parole chiave, allora avrai enormi possibilità di riuscita, così che il tuo business diventi, in men che non si dica, un business di successo. Buon lavoro!

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In un mondo in cui il denaro costituisce una delle più importanti forme di benessere privato e sociale, non sorprende che molti attori focalizzino la propria attenzione sullo sviluppo di nuovi metodi che consentano di utilizzare e gestire le proprie finanze con estrema facilità, libertà e sicurezza, soprattutto nella nostra epoca che si avvia verso una sempre maggiore digitalizzazione delle risorse disponibili, che a sua volta pone un necessario un ripensamento del denaro come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Aziende come Viabuy ad esempio, offrono soluzioni personalizzate affinché ogni utente possa disporre delle proprie risorse economiche nel modo che gli è più consono e nonostante questo, godere di massima protezione sia nel momento in cui effettua acquisti e pagamenti, che per tutto il tempo in cui il suo denaro viene custodito nelle casse della banca. (leggi recensioni di Viabuy)

Banconote e monete, utili ma ancora per poco

Una delle particolarità della nostra società avanzata e che spesso non si pensa a spingere verso il cambiamento, se non quando questo diventa necessariamente improrogabile. Per millenni banconote e monete hanno costituito il più importante mezzo di scambio dei gruppi organizzati e nonostante in molti hanno tentato un’involuzione verso economie che riprendevano le caratteristiche delle precedenti società basate sul baratto, il denaro in forma costante ha conquistato ogni aspetto della società, fino a trasformarsi nella misura di grandezza più importante nella determinazione della ricchezza di una nazione.

Banconote e monete di ogni tipologia hanno invaso il mondo, ma da quando la tecnologia digitale ha acquisito il potere di incedere fortemente sulla realtà delle cose, si è reso necessario trovare valide alternative alla classica circolazione del denaro; tra le motivazioni più forti infatti, non solo vi sono tutte quelle tecniche e procedure che grazie alle nuove tecnologie di ultima generazione consentono di creare duplicati del denaro in modo estremamente facile e poco controllabile, ma soprattutto, in un era digitale come la nostra continuare a effettuare pagamenti per mezzo di banconote e monete inizia ad essere considerato tutto fuorché un vantaggio.

Pagamenti elettronici

Per ovviare alle numerose problematiche che ogni giorno sorgono in relazione al settore del denaro contante, attori di tutto il mondo lavorano quotidianamente allo sviluppo di sistemi di pagamento elettronico che oltre a dare soluzioni ai problemi incontrati nel tempo nell’utilizzo di banconote e monete, possano consentire anche lo sviluppo di alcune società arretrate all’interno delle quali le vecchie forme di denaro, hanno costituito lo strumento principale per limitare la possibilità che la popolazione locale potesse godere dei suoi diritti inalienabili.

Grazie alla nascita dei pagamenti elettronici è stato possibile spingere il mondo verso una generale modernizzazione e creare le basi di un benessere sociale sempre più allargato; non sorprende pertanto se oggi vi siano alcune nazioni che hanno già ben chiaro il momento in cui il denaro circolante verrà messo al bando e tra queste, la Svezia è di sicuro quella che ha dimostrato di avere un programma minuziosamente dettagliato, nonché una maggiore comprensione dei meccanismi sottostanti l’economia mondiale.

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La digital transformation ha cambiato tutti gli assetti della nostra società, incluso il mercato e le aziende. Le persone passano gran parte del proprio tempo online e, intanto, continuano a nascere nuovi mezzi di comunicazione.

Non è più possibile pensare di ottenere grandi risultati con le forme tradizionali di marketing ma è necessario adottare nuovi strumenti e tecniche per stare al passo con la digitalizzazione. Con una popolazione online sempre più attiva ed esigente il marketing si è trasformato ed è atterrato anche sul web, diventando uno strumento potente chiamato web marketing.

Qualunque azienda per sopravvivere e avere visibilità deve creare e definire una propria presenza online forte. Le grandi aziende utilizzano il digitale principalmente per ampliare il loro raggio d’azione e conquistare nuovi clienti, ma sono soprattutto le piccole e medie imprese a dover sfruttare l’occasione per far crescere la propria attività.

In Italia le PMI rappresentano una fonte inestimabile di ricchezza. Hanno forte impatto sulla crescita economica e un tasso di sviluppo superiore rispetto agli altri mercati europei.

Non tutti gli imprenditori però hanno colto l’opportunità che offre il web marketing per conquistarsi uno spazio all’interno del mondo online. A questo proposito un utile strumento di formazione è il libro di Mirko Cuneo, Come portare la PMI sul web. Mirko è un imprenditore che ha testato le strategie digitali sia sulla propria azienda, sia per far crescere le attività dei suoi clienti.

Per poter competere su qualsiasi mercato è indispensabile conoscere il mondo online e fare un uso consapevole e coerente dei suoi mezzi. Dal sito web al profilo aziendale su Instagram, dalle campagne Google Adwords alla pagina Facebook fino alla marketing automation.

Come portare la PMI sul web | Il libro di Mirko Cuneo

Come portare la PMI sul web è un manuale pensato per chi sta pensando di portare la propria attività online, oppure per chi desidera migliorare le proprie strategie. Ricco di esempi e consigli, vuole essere uno strumento utile per le PMI che vogliono affrontare con successo la trasformazione digitale e muoversi in modo consapevole all’interno del nuovo mercato online.

Mirko tocca il tema della digitalizzazione e come questa ha cambiato in modo radicale il business dei piccoli e medi imprenditori. È un imprenditore che si rivolge agli imprenditori, consapevole delle loro necessità. L’evoluzione che internet e le tecnologie hanno portato, sta guidando tutti verso una realtà in continuo fermento. Concetti come intelligenza artificiale e sistemi automatizzati sempre più precisi stanno fornendo agli esperti di marketing e agli imprenditori degli strumenti di grande valore.

“Oggi il mercato delle PMI è mutato radicalmente rispetto al passato: internet ha portato all’aumento della concorrenza e alla digitalizzazione dei sistemi di comunicazione, veicolando i consumi”. Così Mirko spiega come siamo nel mezzo di una quarta rivoluzione industriale e le aziende hanno l’occasione e il dovere di modificare il proprio approccio diventando a tutti gli effetti un’impresa 4.0.

Consiglia quindi di accogliere l’innovazione per far avanzare il proprio business lasciando perdere tutti quegli strumenti che ormai non possono più garantire l’efficacia che una volta avevano.

Tra le tante tattiche di web marketing che si possono utilizzare, sottolinea l’importanza di essere presenti con un sito web sui motori di ricerca, di avere uno o più profili social, di implementare campagne pubblicitarie e di e-mail marketing. Il web marketing è utile in particolare ai piccoli e medi imprenditori che vogliono investire per ottenere visibilità e coltivare la relazione con i potenziali clienti aumentando la vendita dei prodotti o servizi.

Perché tutti dovrebbero essere informati sul web marketing

Ogni imprenditore o detentore di un’attività deve essere informato sugli attuali strumenti di web marketing. Attraverso internet le PMI possono far sentire la propria voce e avvicinare il brand al pubblico. La riduzione della distanza è la chiave di successo per essere competitivo e ottenere ottimi risultati.

Ormai non è più possibile pensare di non abbracciare il digitale, le persone hanno l’abitudine di cercare informazioni e acquistare online, l’interazione e la comunicazione con loro si svolge quasi interamente sul web.

Nel libro, Come portare la PMI sul web, Mirko Cuneo vuole incoraggiare le PMI a digitalizzarsi, o anche solo ad essere informate sulle novità per non farsi imbrigliare da chi si dice esperto ma non lo è.

“È quindi arrivato il momento di essere coraggiosi dimostrando la propria creatività e spirito imprenditoriale, ascoltando le esigenze dei propri clienti e decidendo di adeguarsi ai cambiamenti che stanno caratterizzando il mondo delle piccole e medie imprese italiane”.

È risaputo che le PMI sono il motore del nostro paese e stanno costantemente contribuendo a smuovere gran parte dell’economia nazionale. Se vogliono continuare a crescere però hanno il dovere di trasformare il proprio lavoro e il modo di comunicare in chiave totalmente innovativa e digitale.

In conclusione avere delle strategie di web marketing aiuta l’imprenditore a stabilire un’immagine aziendale, a stare al passo coi tempi ed evita di farsi sbaragliare dalle grandi aziende. Ecco perché dovresti sapere come portare la tua PMI sul web.

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Per guadagnare con gli investimenti, negoziando strumenti e prodotti finanziari sui mercati regolamentati da tutto il mondo, le strade sono tante. Per esempio, si può investire in azioni, in obbligazioni ed anche in criptovalute a fronte dell’assunzione di rischi che possono però portare, nel peggiore dei casi e nelle situazioni più avverse, anche alla perdita dell’intero capitale che è stato investito.

Approccio al mercato forex, dalla prudenza alla scelta del broker

L’approccio ai mercati, quindi, deve essere sempre improntato sulla prudenza, e lo stesso vale pure per la negoziazione dei cross valutari. In merito è bene partire dalla guida ai migliori broker forex in quanto la scelta di un buon intermediario online per operare sui rapporti di cambio, da postazione fissa e/o in mobilità, è fondamentale.

Dopodiché, scelto il broker forex giusto, ed aperto un conto investimenti per operare, ad esempio su euro/dollaro, è altrettanto importante andare ad applicare le migliori strategie di presidio e di gestione del rischio a partire dall’inserimento degli ordini, in acquisto o in vendita, sempre con adeguati livelli di stop loss e di tale profit. In questo modo su ogni trade l’operazione sarà chiusa o con il guadagno prefissato, oppure con la massima perdita sopportabile dalla singola operazione compatibilmente con il capitale iniziale che si ha a disposizione.

Investimenti e gestione del rischio, la strada per un trading vincente

Quella di gestire il rischio per il trader sul forex, come su altri mercati, non è peraltro una capacità innata, ma tale che si acquisisce nel tempo, con l’esperienza, facendo tesoro pure degli errori ed anche senza mai rinunciare allo studio ed alla formazione continua in quanto le dinamiche che regolano i mercati sono spesso imprevedibili oltre che complesse.

Una buona gestione del rischio, tra l’altro, non assicura che tutti i trade vengano aperti e chiusi in guadagno, ma di certo permette di sbagliare il meno possibile e di riuscire, a regime, ad ottenere un profitto da trading forex che è dato dalla differenza tra le plusvalenze e le minusvalenze, ovverosia tra i trade che sono stati chiusi in take profit e quelli per cui, invece, è scattato lo stop loss.

Trading forex principianti, consigli e dritte

Quanto sopra detto è ancor più valido e da prendere in considerazione quando il trader online sul forex è un investitore in erba, ovverosia ai primi trade sui cross valutari e, quindi, senza alcuna esperienza pregressa. In tal caso è bene sfruttare, prima di investire soldi veri, tutti gli strumenti di formazione che vengono messi a disposizione dal broker online a partire dal cosiddetto conto demo che permette di fare pratica simulando l’operatività reale utilizzando denaro virtuale.

Completano la preparazione di un buon trader sul forex, inoltre, la conoscenza quantomeno dei principi di base dell’analisi tecnica e la capacità di saper leggere ed interpretare tutti gli indicatori macroeconomici che possono influenzare i rapporti di cambio tra le valute, dall’andamento corrente e prospettico dei tassi di interesse, fissati dalle banche centrali, all’andamento dell’inflazione e passando per la crescita del prodotto interno lordo, per la produzione industriale e per l’andamento del mercato del lavoro.

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Secondo una ricerca effettuata in Bretagna da YouGov, che ha coinvolto più di mille piccole e medie imprese, i costi di gestione delle aziende superano gli otto miliardi di sterline ogni anno. Quindi è molto importante per un’azienda cercare di abbattere questi oneri.

La carta di credito aziendale permette l’eliminazione quasi totale di tutte le operazioni di anticipo di denaro contante ai dipendenti e di imporre ai collaboratori un limite massimo di utilizzo mensile, consentendo di rispettare i budget di spesa.

La cosa che spinge le aziende verso queste soluzioni di pagamento ci sono sicuramente le innovazioni in fatto di prodotti finanziari presenti sul mercato, come quella del conto spese multi-utente e la possibilità di intervenire su una carta di credito specifica. I pagamenti sono veloci e soprattutto sicuri.

Carte di credito aziendali: Quali i vantaggi per un’azienda?

Dopo aver compreso che utilizzare una carta business in azienda sia una scelta corretta da un punto di vista gestionale, non resta che discutere dei vantaggi che questi strumenti finanziari possano offrire.

Innanzitutto é molto importante capire quale sia la carta di credito aziendale che risponda alle esigenze e offra allo stesso tempo le soluzioni più vantaggiose in termini di servizi correlati o oneri mensili.

E’ bene cercare di valutare il costo dello strumento stesso al momento della scelta, come scegliere una carta che garantisca un certo risparmio nei costi di gestione. Qual è il costo di utilizzo di una singola operazione? Qual è il canone mensile?

Le carte di credito aziendali offrono molti vantaggi, sicuramente tra questi il fatto di poter posticipare a uno o due mesi l’addebito, senza dover sostenere oneri aggiuntivi di commissione.

A livello di programmazione e controllo sarà possibile monitorare i costi legati ad una trasferta o alle altre spese dei dipendenti.

Le carte di credito aziendali rappresentano quindi uno strumento fondamentale per chi gestisce o amministra un’azienda.

Uno dei maggiori vantaggi è legato alla diminuzione dell’uso dei contanti all’interno della società, fattore che porta quasi all’annullamento dei temuti anticipi, spesso non rendicontati.

Questo topico è un argomento di particolare interesse per il legislatore negli ultimi anni, tanto che dal 1° luglio 2018 è scattato l’obbligo della tracciabilità della retribuzione al dipendente.

Questo significa che con la nuova legge di bilancio (legge 205/2017) i datori di lavoro non possono più corrispondere a mezzo contante la retribuzione ai dipendenti.

Inoltre per un’azienda non ci saranno perdite legate a frodi della rete in quanto è possibile stipulare un’assicurazione che copra ogni danno, molte volte gratuitamente.

Le banche, infatti, in base al target cui è indirizzata la carta business, propongono alle aziende diverse promozioni, molto spesso personalizzate.

Per maggiori informazioni sulle carte di credito aziendali visitare: https://www.dinersclub.it/carte-di-credito-aziendali/

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Tra i lavori online più interessanti, anche e soprattutto a livello remunerativo, ci sono quelli legati al web marketing dato che ci sono tante aziende, anche italiane, che sono sempre alla ricerca di persone, e spesso anche di veri e propri talenti che siano capaci di districarsi nell’affascinante quanto complesso mondo del digitale. Esperti del settore come Stefano Ferrè, infatti, possono permettere alle imprese di portare avanti da un lato, senza limitazioni, le attività di promozione e di vendita tradizionali, ma dall’altro è possibile far crescere, in parallelo, il brand in Rete unitamente ad una maggiore interazione con i potenziali clienti, ed una maggiore fidelizzazione con la clientela che è stata già acquisita.

Perché è importante sul web la digital strategy per le imprese

D’altronde le imprese, che attualmente operano solo offline, per diversificare il business, e per aprirsi a nuovi mercati, non possono fare a meno di puntare ad espandersi anche sul web visto che, rispetto solo a pochi anni fa, non solo la concorrenza di settore è sempre più aspra a causa della globalizzazione e dell’ascesa dei mercati emergenti nell’offerta di beni e di servizi, ma il modo di comunicare e di interagire con i potenziali clienti, e con la clientela che è stata già acquisita, è cambiato notevolmente.

L’esperto di web marketing è tra le figure più ricercate per il mondo dell’online e del digitale proprio per questo, ovverosia perché è in grado di implementare, partendo da un progetto che viene inizialmente messo a punto e concordato con il cliente, di portare avanti delle strategie di comunicazione vincenti e, nella maggioranza dei casi, orientate all’incremento delle vendite. Quando l’azienda è di medie o di grandi dimensioni, in genere i progetti di web marketing da portare avanti sono molto complessi con la conseguenza che non basta un solo esperto di web marketing per implementarlo.

Quando le aziende hanno bisogno di affidarsi al team di esperti di una web agency

In tal caso, infatti, è necessario per l’impresa affidarsi al team specializzato di una web agency che, in maniera modulare, porti avanti la digital strategy a partire dalle SEO e passando per i social network, per l’e-mail marketing e per le campagne pubblicitarie mirate ad un target di clienti potenzialmente interessato ai prodotti commercializzati e/o ai servizi da sottoscrivere.

D’altronde, per rafforzare la loro presenza sul web, le aziende possono sfruttare i vantaggi previsti dal web marketing a partire dal fatto che i risultati ottenuti sono sempre misurabili, così come in corso d’opera è possibile utilizzare i tool e gli strumenti di monitoraggio anche evoluti e tali da poter sempre attivare delle procedure di ottimizzazione delle strategie mirate all’aumento dei ricavi e dei profitti.

Come diventare Web Marketer tra passione, curiosità e formazione continua

Per chi fosse interessato al mondo sopra descritto, a livello lavorativo per diventare web marketer la passione e la curiosità sono basilari a fronte di una formazione continua in quanto quella universitaria non basta. Per diventare bravi nel web marketing, infatti, occorre non rinunciare mai a frequentare corsi di formazione, leggere e-book e partecipare ad eventi tematici tenuti da esperti del settore. Con il web marketing, considerando i vasti ambiti di applicazione, infatti, non si finisce mai di imparare.

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Manifattura di Domodossola, acquistata nel 1913 dal capostipite Giuseppe Polli quando era un’azienda che produceva funi per navi, corde intrecciate e passamanerie, con gli anni si è specializzata in produzione di semilavorati di nicchia a prezzi elevati che esporta in 60 paesi.  Ora, con la quarta generazione della famiglia Polli produce, da quattro anni. borse e piccola pelletteria e con questi articoli quest’anno ha debuttato al Mipel puntando all’espansione internazionale per raggiungere altri paesi, oltre alle 10 nazioni dove è presente in 20 negozi di lusso.

Il nuovo marchio presentato al Mipel

Il nome del marchio, Atheson, è il nome con cui era conosciuto il fiume Toce nell’antichità e la produzione è sempre stata ed è ancora legata a creazioni di intrecciati eseguiti a mano con materiali diversi tipo cuoio naturale o vegetale insieme a rame. Nella sede di Villadossola gli 80 dipendenti lavorano i materiali conciando la pelle al vegetale che poi viene tinta con colori all’acqua atossici, anche i filati vengono tinti e lucidati con prodotti rigorosamente naturali, e tutti i materiali trattati vengono tagliati e poi intrecciati sugli antichi telai.

Le nuove produzioni

Dal filo al prodotto finito con tessuto jaquard in cotone cerato, composto da 1056 fili di colori diversi, è realizzata la collezione estiva 2019 che per la prima volta presenta zainetti e sacche.Questo tipo di prodotti di alto livello sono difficili da lavorare e confezionare con il tipo di materiali rigidi normalmente utilizzati nelle produzioni, come quelle presentate all’ultimo Salone del Mobile: prodotti della linea casa o colonne d’arredamento in cuoio e rame intrecciati. Oppure gli arredamenti per yacht e aerei.

I prezzi

I prezzi vanno dai 20 euro di un bracciale ai 2000 euro di una borsa da viaggio solo per i prodotti di pelletteria e il fatturato nel 2017 ha raggiunto gli 8 milioni che nel 2018 hanno aggiunto un 10% in più. Gli italiani sono ancora i migliori clienti con una quota di vendite che supera il 40%.

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Sfruttava legge 104: licenziata in tronco una donna che chiedeva permessi per assistere la zia ammalata ma andava in ferie con il fidanzato

Ha sfruttato nella maniera sbagliata – e decisamente non coerente con i bisogni reali a cui questa legge risponde – la legge 104m una donna che era solita richiedere continuamente permessi per assentarsi dal lavoro, stranamente a ridosso del fine settimana. Ed è stata proprio questa situazione a far sorgere i dubbi dell’azienda presso la quale questa dipendente lavorava, tanto da spingere l’azienda a cercare di vederci chiaro e di capire cosa potesse spingere davvero quella donna a chiedere di continuo i permessi voluti dalla legge 104.

Sfruttava legge 104Una legge che, ovviamente, tutela e sostiene i lavoratori che, in famiglia, hanno persone disabili a loro carico ma che spesso viene sfruttata da persone che approfittano proprio dei permessi senza assistere i loro cari ma facendo quel che più aggrada loro: come, ad esempio, andare in vacanza con il fidanzato. Ed era proprio quel che faceva questa dipendente di una importante e nota azienda di Arezzo che, pedinata da agenti di investigazione, chiedeva i permessi per assistere la zia ammalata ma invece si dedicava alle vacanze con il fidanzato fuori città.

Licenziata in tronco, adesso dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Sempre ammesso che sia davvero così semplice.

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