Categoria: Cultura

Cervello Cartesio: dagli studi dei ricercatori è emersa un’anomalia che riguarda la corteccia frontale

Nello studio dei cervelli di personaggi di spicco del passato, personaggi illustri dal punto di vista storico, filosofico, ma anche medico e scientifico, l’obiettivo degli scienziati è quello di trovare una correlazione tra il tipo di struttura anatomica del cervello ed un quoziente intellettivo elevato.

Cervello CartesioEd è proprio seguendo questo obiettivo che un gruppo di ricercatori che fa parte del dipartimento di antropologia medica forense presso istituti come Unité de Formation et de Recherche des scientes de la Santé di Parigi, ha deciso di prendere come oggetto d’esame il cervello di Renato Cartesio. Stiamo parlando proprio di uno dei più illustri ed importanti pensatori francesi, che oggi è considerato come il vero fondatore delle scienze moderne.

I risultati di questa profetica ricerca sono stati resi noti sulla rivista Journal of the Neurological Sciences: qui, si può leggere come, attraverso gli studi – tra l’altro già eseguiti anche su altri pensatori o scienziati illustri, come lo stesso Albert Einstein – sia emersa un’anomalia che potrebbe dare qualche spiegazione più esaustiva in merito alle capacità del noto pensatore. Un’anomalia che è stata rivelata per mezzo di una tomografia computerizzata, che ha reso possibile lo studio completo del cervello di Cartesio: l’anomalia riguarda la corteccia frontale, che pare essere di dimensioni decisamente più grandi rispetto alla norma. E ciò è pienamente in linea con le capacità cognitive del pensatore, quelle abilità di elaborazione del pensiero che lo hanno reso famoso, fino ai giorni nostri.

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Rito cristiano funerale: come si svolge la cerimonia funebre e quali sono i momenti più importanti

La morte fa parte della vita, ed in quanto tale va, purtroppo, accettata ed assecondata. Ed anche laddove la morte venga considerata come un evento disastroso e difficile al quale si fa molta difficoltà a pensare, non possiamo comunque non tenere conto della necessità che l’ultimo, l’estremo saluto alla persona cara, sia corredato di tutto ciò che umanamente serve per dare la giusta importanza e la più esatta rilevanza a quest’ultima.

Rito cristiano funeraleIl funerale è il momento in cui si dà l’ultimo saluto, dal punto di vista chiaramente pratico, alla persona che è deceduta. Per quel che concerne il rito cristiano della cerimonia funebre, ricordiamo che esso è formato da tre momenti veramente importanti, che sono la veglia, il rito vero e proprio, e la cerimonia di sepoltura.

La prima parte – la veglia – è quella che segue la morte del defunto, e che può essere effettuata in casa oppure nella camera ardente della struttura, che viene addobbata con fiori e candele. La cassa viene sigillata dopo aver consentito a parenti ed amici di dare l’estremo saluto, e successivamente portata in chiesa per la messa, dove verrà celebrato il funerale vero e proprio.

Infine, avviene la sepoltura, che può essere con  inumazione, tumulazione, oppure cremazione. La più diffusa al giorno d’oggi è la seconda tipologia, quella che prevede la sepoltura del feretro all’interno del colombario del cimitero.

 

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Consigli funerale: la parte organizzativa può essere demandata all’agenzia funebre

Quando ci si trova ad affrontare un momento così doloroso come la morte di una persona, spesso è molto difficile pensare alla parte pratica che può essere, ad esempio, l’organizzazione del funerale. In genere, questa parte può essere demandata all’agenzia funebre alla quale ci si rivolge, che dovrebbe infatti rappresentare un elemento indispensabile per la parte pratica e burocratica della situazione.

Consigli funeraleInfatti, dover anche organizzare la cerimonia funebre, può essere visto come un evento altrettanto doloroso a cui spesso le persone che sono direttamente coinvolte nella morte della persona cara non riescono a pensare. Tuttavia, molte scelte non possono essere rimandate o procrastinate: come si effettua, allora, la parte organizzativa che precede il funerale stesso?

Nel caso in cui la morte sia sopraggiunta in casa, ad occuparsi della questione è in genere il medico curante che ne attesta il decesso e rilascia il certificato di morte, senza il quale è impossibile organizzare qualunque cerimonia funebre. Se invece il decesso è avvenuto in ospedale, il certificato viene rilasciato direttamente dai medici della struttura ospedaliera.

Bisogna a questo proposito ricordare che, per legge, il funerale non può avvenire qualora non siano trascorse almeno 24 ore dalla morte.

Dal punto di vista pratico ed organizzativo, sarà l’agenzia funebre ad occuparsi di tutto ciò che concerne l’organizzazione del momento e la parte comunicativa con il comune, ecc.

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Scrittura necrologio: alcuni consigli relativi alla stesura della comunicazione su giornali e quotidiani locali

Il necrologio è quel tipo di comunicazione che in alcuni casi è considerata indispensabile per rendere nota la morte di una persona. Si preferisce ricorrere a questo metodo di comunicazione e di informazione sulla persona defunta in alcuni casi specifici, ovvero quando, ad esempio, si vive in grandi centri cittadini e per questo motivo è possibile che il semplice manifesto funebre possa in qualche modo sfuggire.

Scrittura necrologioMa come si scrive un necrologio? Molto spesso, la scrittura del necrologio è qualcosa a cui si vorrebbe rinunciare, per chiari ed ovvi motivi. Anche perché spesso, oltre alla sofferenza per la morte della persona, bisogna anche tenere in considerazione altri aspetti risonanti ed importanti, che sono chiaramente pratici e burocratici.

Ad ogni modo, per chi dovesse stilare un necrologio, il consiglio più importante  ed efficace è senza dubbio quello di evitare una comunicazione troppo fredda, ma anche troppo poco sobria: la comunicazione deve essere di tipo informativo, pertanto non deve essere né troppo fredda né troppo distaccata. Bisogna a questo proposito ricordare sempre che si tratta di una comunicazione che comporta e porta dietro di sé molto dolore.

Dal punto di vista pratico, ricordiamo che nel necrologio è necessario indicare prima di tutto il nome e cognome del defunto, e poi il cognome del marito nel caso in cui la persona defunta sia una donna, e la dicitura ‘vedova’ nel caso in cui il marito sia morto in precedenza. A ciò si aggiungono altri dati importanti, come ad esempio il luogo e la data di morte, i nomi di chi comunica la notizia ed eventuali comunicazioni aggiuntive, come ad esempio l’ora del funerale.

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Necrologio comunicazione morte: talvolta è necessario affrontare delle incombenze, una delle quali è la scrittura della comunicazione di morte

Necrologio comunicazione morteQuando una persona cara ci lascia, chiaramente una delle cose più difficili consiste nell’affrontare tutte quelle incombenze e svolgere tutte quelle pratiche burocratiche alle quali non si vorrebbe mai dare importanza. Tuttavia, la morte è qualcosa che ancora oggi fa parte della vita, e come esiste la vita, esiste anche il suo esatto contrario: va da sé, quindi, che la scomparsa di una persona cara va comunicata ad amici e parenti, nelle modalità più consone.

Talvolta la scrittura del necrologio non va considerato come qualcosa di necessario: esso è, infatti, qualcosa in più rispetto a quanto generalmente viene effettuato da parte dei parenti stretti che, oltre il dolore delle perdita, devono anche affrontare tutte le parti burocratiche relative alla morte della persona.

Il necrologio è, pertanto, un vero e proprio annuncio funebre che viene effettuato da parte dei familiari del defunto, e che viene pubblicato sui giornali ed i quotidiani locali. Non è chiaramente necessario farlo, anche perché in genere esso viene associato all’affissione del manifesto, comunque sempre indispensabile per comunicare la morte della persona.

In genere, si preferisce ricorrere al necrologio quando si vive in città molto grandi, ragion per cui il manifesto affisso potrebbe non bastare a comunicare in maniera chiara e precisa la scomparsa della persona.

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Galateo cerimonia funerale: quali sono i consigli e i dettami del galateo sull’abbigliamento da tenere per la cerimonia funebre

Un funerale è certamente uno di quegli eventi difficili ed anche molto delicati, a cui non si vorrebbe mai partecipare. Tuttavia, durante il corso della propria vita accade di dover essere presenti ad una cerimonia funebre, ed anche nei casi in cui la morte non ci riguarda personalmente, sarebbe bene presentarsi alla cerimonia con un abbigliamento consono e adeguato al triste evento a cui stiamo per assistere.

Galateo cerimonia funeraleQuali sono le regole, allora, per abbigliarsi in maniera adeguata ad una cerimonia funebre?

Secondo i dettami del galateo, non bisogna cedere alla tentazione di vestirsi “con la prima cosa che capita”: infatti, un abbigliamento adeguato è segno di rispetto per il defunto, ma anche per la famiglia e per le persone a lui care. Ed anche se secondo le vecchie regole, in questa occasione, bisognerebbe utilizzare il nero, colore predominante, almeno da parte dei familiari, pare che questa precisa usanza sia superata e che ci si possa anche vestire con altre tonalità, purché scure o comunque neutre.

Gli uomini dovrebbero indossare abiti classici, mentre i giovani possono utilizzare uno spezzato, seppur non troppo casual o sportivo. Niente jeans, scarpe sportive, oppure magliette fantasiose. Le donne, invece, dovrebbero mantenere la sobrietà, evitando quindi tacchi alti, vestiti scollati o attillati, e non eccedere in make up e accessori.

 

 

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Avrà inizio lunedì 3 aprile e durerà per tutta la settimana la quarta edizione del “Festival della Cultura Creativa”, evento promosso dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana) con l’intento di avvicinare i giovani di età compresa tra i 6 e i 13 anni alla cultura e di stimolarne la creatività e il pensiero critico.

Il tema scelto per la manifestazione di quest’anno è “Il buon viaggio – muoversi e crescere tra i sentieri dell’arte, della scienza e della creatività”, filo conduttore di tutte le iniziative organizzate sul territorio. L’obiettivo è spingere bambini e ragazzi a riflettere sul concetto di viaggio, spostando l’attenzione dal concetto di meta, al vero e proprio percorso fatto da ognuno per procedere verso la direzione scelta.

Un percorso fisico, mentale, concreto, fantastico, solitario, in compagnia, che può avvenire spostandosi o restando fermi, attraverso le parole dei libri o le immagini dei film e delle opere d’arte.

festival cultura creativa

Il Festival della Cultura Creativa, ha spiegato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, rappresenta l’occasione per riaffermare l’impegno culturale che le banche svolgono da sempre, affiancando le istituzioni come catalizzatori di cultura e creatività sul territorio. La manifestazione, che l’anno scorso ha coinvolto oltre 20 mila bambini e ragazzi, punta a valorizzare il talento delle giovani generazioni, aiutandole ad affinare sia le capacità espressive sia le potenzialità creative ed innovative, strumenti indispensabili per costruire un futuro fatto di crescita ed armonia.

Il Festival prevede 75 eventi culturali in 50 città italiane che svilupperanno il tema ispiratore, declinato poi da ciascuna banca con strumenti e punti di vista differenti, alla luce delle proprie specificità e di quelle del territorio di appartenenza. I laboratori e le altre attività proposte vedranno la partecipazione di rappresentati delle banche e la collaborazione di scuole, musei, biblioteche e operatori culturali.

L’edizione del 2017 sarà anche l’occasione giusta per realizzare una ricerca scientifica, curata dal professor Guido Guerzoni della Bocconi, sul contributo che iniziative del genere possono dare alla crescita culturale e creativa dei ragazzi italiani.

Lo studio, già in corso d’opera, evidenzia che manifestazioni come il Festival della Cultura Creativa offrono ai bambini e ragazzi la possibilità di sperimentare nuove modalità di apprendimento efficaci e divertenti.

L’importanza sociale e culturale della manifestazione è testimoniata anche dalla Main-Media Partnership della Rai e la Media Partnership del TGR. La manifestazione ha il patrocinio dell’Unesco e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

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Allarme selfie: spopola la moda degli autoscatti temerari anche in Italia. Ed i rischi sono davvero elevati

È allarme selfie, negli ultimi tempi, anche in Italia: sta infatti dilagando anche nel nostro paese – generando così non poche preoccupazioni – una nuova moda, che consiste nello scommettere, tra amici, su chi riuscirà a fare il selfie più estremo, più pericoloso e decisamente vicino alla morte.

I selfie estremi non sono certo una novità, specialmente nei grandi paesi e nelle nazioni extraeuropee: tuttavia, sulla scia di molte mode americane, anche i ragazzini italiani, spesso, perdono il senso dell’equilibrio e delle scelte arbitrarie e finiscono con il mettersi nei guai. E quello che succede tutti i giorni sui binari delle più svariate tratte ferroviarie è quanto di più pericoloso possa accadere: la moda, definita autoscatto temerario, è quella di farsi fotografare, da soli oppure in gruppo, o anche più semplicemente farsi un selfie, in una situazione di elevato pericolo ovvero poco prima che il treno passi sui binari.

Allarme selfieUna gara la cui pericolosità non finisce qui: sono sempre di più i ragazzini che si sfidano anche a chi riesce a rimanere più a lungo sui binari, saltando fuori da essi poco prima che passi il treno.

Il rischio, però, è elevato: non solo a causa dell’imminente passaggio del convoglio, ma anche per via dei vortici d’aria che si formano sui binari – dove i treni viaggiano ad una velocità davvero elevata – e che rischiano di risucchiare letteralmente chiunque si trovi a passare di lì.

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