Categoria: Attualità

In Italia ci sono pochi casinò, appena quattro, eppure il Bel Paese è ai vertici della classifica mondiale per perdite di denaro nel settore del gioco d’azzardo.

La statistica dell’Economist tiene in considerazione soltanto i dati dei casinò reali ma c’è da supporre che con l’esplosione del gioco d’azzardo online i dati siano destinati a peggiorare velocemente.

Come gli italiani amano perdere il proprio denaro? Giocando alle slot machine secondo il settimanale londinese che fa un’analisi molto dettagliata e puntuale della situazione al livello mondiale.

slot machineL’italia è in sostanza il nono paese al mondo per perdite di denaro da parte di giocatori adulti ma si tratta di un dato comunque pazzesco considerando i pochissimi casinò che ci sono nella nostra nazione.

A fare peggio di noi, ovvero a perdere più di 19 miliardi di dollari all’anno, sono soltanto gli Usa dove però ci sono città come Las Vegas o Atlantic City, la Cina e il Giappone. Ebbene però ricordare come si tratti di nazioni molto più popolose della nostra.

In totale in Italia nell’arco del 2016 sono state spesi la bellezza di 95 miliari di euro nel gioco d’azzardo di cui ben 10 sono finiti nelle casse dello stato. Ciò che stupisce maggiormente, tuttavia, non è quanto perdiamo ma come perdiamo: praticamente tutto il malloppo finisce nelle cosiddette macchinette mangiasoldi, le slot machine per intenderci, che fanno letteralmente impazzire gli italiani.

Un dato destinato inevitabilmente a peggiorare grazie alla presenza di incredibili slot virtuali nei migliori casinò online d’Italia. Il passaggio dalla realtà al virtuale, in sostanza, non scoraggia gli italiani che sembrano trovare lo stesso gusto a inserire monetine nelle macchinette quando a fare ricariche per far funzionare all’infinito le slot dei casinò online.

Ad allettare il giocatore, del resto, è quasi sempre il desiderio di vincere denaro facilmente e con un’attività piacevole senza rendersi conto che in gran parte dei casi si investe più di quanto, in definitiva si guadagna.

Ad ogni perdita, però, si è portati a pensare che la prossima sarà una vincita grossa e così si continua a inserire denaro all’infinito. È anche per questo motivo se il gioco d’azzardo in Italia è diverso rispetto a quello degli altri paesi.

Giocando a carte, infatti, ci vuole un pizzico di fortuna ma spesso sono l’abilità e la bravura del giocatore a fare la differenza. Inoltre è meno difficile entrare in un meccanismo perverso che induce il giocatore ad inserire meccanicamente denaro all’interno della slot.

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Violenza sulle donne a Udine: cittadino romeno di 50 anni violenta l’ex moglie nell’abitazione familiare e poi si suicida

È l’ennesimo caso di violenza sulle donne, quello che si è verificato in questi giorni a Udine in cui un uomo, un cittadino romeno di 50 anni, non sopportava più la distanza che si era creata con l’ex moglie ed aveva così deciso di farlo presente alla donna, che già si era trasferita all’estero e stava conducendo una nuova vita.

Violenza sulle donne a UdineLa donna era ritornata da qualche giorno in Italia per dare assistenza ad una figlia: nella giornata di lunedì, mentre rientrava a casa dal lavoro, l’uomo, vedendola parlare al telefono, non è riuscito a sopportare il dolore per averla perduta ed in un raptus di follia l’ha aggredita, gettandola sul divano e, dopo una violenta lite, ha abusato di lei. Una aggressione avvenuta nella casa di famiglia, in cui la donna viveva temporaneamente per assistere la figlia: così, dopo la violenza sessuale, la donna era riuscita a scappare, nascondendosi all’interno di un ristorante vicino all’abitazione familiare e qui ha trovato rifugio fin quando non sono arrivati sul posto i carabinieri.

Dopo le indagini in casa, questi ultimi hanno individuato la presenza del corpo senza vita dell’uomo, che si era quindi suicidato, impiccandosi ad una trave.

 

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Bimbo caduto in pozzo a Velletri: non ce l’ha fatta, è deceduto dopo 48 ore di agonia

Bimbo caduto in pozzo a VelletriEra caduto all’interno di un pozzo a Velletri nella giornata di sabato, il piccolo Adrian Costian, di soli 23 mesi, che poco prima di precipitare all’interno del pozzo del giardino della sua casa stava giocando con la sorellina. Ed il piccolo non ce l’ha fatta: dopo quasi 48 ore di agonia e di sofferenza, il cuore del bimbo ha smesso di battere nel pomeriggio di lunedì, quando, alle 18.35, si è capito che non c’era proprio più nulla da fare per salvargli la vita.

Visibilmente e comprensibilmente scossi i familiari della vittima, che hanno raccontato come tutto sia avvenuto nella frazione di qualche secondo: il piccolo – che dopo esser stato finalmente recuperato dal pozzo e trasportato all’ospedale Bambin Gesù di Roma – è infatti precipitato nel pozzo mentre giocava con la sorellina. La mamma, Marilena, ha raccontato che all’improvviso si sono accorti della scomparsa del bambino, precipitato nel pozzo, e che il nonno Joan si è gettato subito nella cisterna, tenendo il piccolo fuori dall’acqua per consentirgli di respirare. Ma non c’è stato nulla da fare: il bimbo è deceduto dopo i tentativi di rianimazione da parte dei medici dell’ospedale.

Per ora non ci sono indagati, ma la procura di Velletri indaga per accertare eventuali responsabilità.

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Bomba in stazione in Russia: si indaga sull’esplosione che ha provocato la morte di 14 persone

Bomba in stazione in RussiaSi indaga sulla bomba in stazione in Russia: dopo un primo dubbio relativo alla possibilità che, vista la presenza di un ordigno costruito artigianalmente, si trattasse di un caso isolato e non di un attacco terroristico, è del tutto plausibile che le cose siano tendenzialmente cambiate. La Procura sta indagando in merito all’esplosione che si è verificata intorno alle due e quaranta di ieri (ora locale, in Italia era l’una e quaranta) nella stazione di San Pietroburgo: una vera e propria bomba in metropolitana,  che ha provocato ben 14 morti e 45 feriti.

Decine le persone che sono state soccorse dai servizi di emergenza, tra sangue e paura: e il presidente Vladimir Putin, dopo aver analizzato la situazione, non esclude che possa esservi stato un attacco terroristico dietro il gesto che ha colpito il tunnel che, nella città, collega ben due stazioni. È stato anche rilevato un secondo ordigno, tuttavia non esploso: adesso, la Procura sta indagando sulla situazione e non è escluso che molto presto l’esplosione possa in qualche modo essere rivendicata.

Le stazioni colpite della linea blu della metropolitana sono due: quella di Sennaya Ploshad e quella di Teknologhiceskij Institut.

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Morte dei due fratellini a Trento: indagini cercano il movente del delitto e del suicidio del papà

Proseguono le indagini in merito alla morte dei due fratellini, Alberto e Marco, di due anni e mezzo e di quattro anni, avvenuta per mano del papà dei due bimbi, Gabriele Sorrentino, di anni 45. I due bambini, infatti, sarebbero stati uccisi poco prima di essere accompagnati a scuola, ma non è ancora chiaro il movente effettivo dell’omicidio al quale poi, è anche seguito il suicidio.

Infatti, l’uomo, dopo aver ucciso i suoi due bambini – che adorava ed a cui voleva un gran bene, secondo le persone ascoltate in qualità di testimoni oculari – si sarebbe diretto verso l’hotel Panorama a Sardana, in provincia di Trento, e da lì si sarebbe infine gettato nel dirupo, morendo sul colpo.

Morte dei due fratelliniInutili i soccorsi: quando la mamma dei due bimbi, Sara, che di professione fa la veterinaria, è tornata a casa dal lavoro, durante l’ora di pranzo, Alberto e Marco versavano ormai in un lago di sangue e per loro non c’è stato nulla da fare. Indagano, adesso, gli inquirenti, per cercare di capire cosa possa aver portato un uomo come Gabriele Sorrentino, che aveva un passato da carabiniere, ad uccidere i due bambini e poi a suicidarsi.

È possibile il movente finanziario: ed è proprio in questo senso che si stanno muovendo le indagini. Secondo le prime ricerche, Gabriele avrebbe dovuto acquistare, a breve, degli appartamenti vicini a quello di proprietà nello stabile del quartiere delle Albere, in cui viveva con la famiglia. Ma, forse, Gabriele, che di professione faceva l’operatore finanziario, potrebbe aver avuto qualche problema di carattere economico.

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Uccisi a martellate dal padre: è successo a Trento. L’uomo, poi, si è gettato da un dirupo

uccisi a martellate dal padreUccisi a martellate dal padre: i due bambini, fratellini, di due anni e mezzo e quattro anni, sarebbero dovuti andare a scuola quella mattina, accompagnati, come sempre, dal papà. Ma l’uomo, che di professione faceva l’operatore finanziario e che però aveva un passato come carabiniere, in un raptus di follia – se così si può definire – ha preso a martellate i bimbi all’interno dell’appartamento in cui abitavano anche la moglie dell’uomo e l’altra figlia, 16 anni, che si trovava in gita scolastica.

Dopo aver lasciati i due bimbi in una pozza di sangue, Gabriele Sorrentino – questo il nome dell’uomo – ha preso la sua macchina, si è diretto verso l’Hotel Panorama, a Sardagna (Trento), ha parcheggiato l’auto ed infine si è lasciato andare nel vuoto, gettandosi dal dirupo.

Una vera e propria tragedia, sulla quale adesso indagano gli inquirenti e che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe esser stata determinata da qualche difficoltà economica a cui la famiglia stava andando incontro. Alberto e Marco, i due bambini uccisi, sono stati ritrovati, ormai senza vita, dalla mamma, Sara, di ritorno dal lavoro all’ora di pranzo. Il cadavere dell’uomo, invece, è stato ritrovato dopo poche ore in fondo al dirupo roccioso dell’hotel Panorama.

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Violenza sessuale a Torino: c’è l’assoluzione per l’imputato

La violenza sessuale dovrebbe essere considerata alla stregua di un vero e proprio crimine, anche in Italia. Ma ancora oggi accade che, in moltissimi casi, gli uomini che fanno violenza sulle donne finiscano con il venirne fuori “puliti”, e che la donna, da vittima, passi a diventare una possibile carnefice: un po’ come quando si dice che una donna va a cercarsi la violenza quando si veste in maniera eccessivamente attillata.

Violenza sessuale a TorinoMa ciò che è accaduto a Torino in questi giorni sembra avere quasi dell’incredibile: un uomo di 46 anni, accusato dalla collega della Croce Rossa per un presunto stupro ai suoi stessi danni avvenuto nel 2011, è stato assolto dai giudici durante il processo  a suo carico semplicemente perché la donna non ha urlato.

Nonostante avesse chiesto all’uomo di smettere con il rapporto sessuale, la donna, secondo i giudici, avrebbe dovuto urlare. Ed è per questo, oltre al fatto che non è stata credibile, davanti alla corte nel corso del processo, nel racconto eseguito, che i giudici hanno negato la richiesta del sostituto procuratore, di dieci anni di reclusione. Secondo i giudici, e secondo l’imputato, la donna è stata comunque consenziente e pertanto non si può parlare di violenza sessuale.

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Bimbi che tornano a lezione digiuni e poi prendono d’assalto il venditore di pizzette, maestre che preferiscono saltare il pasto a costo di dare il cattivo esempio e interi pentoloni di cibo che, in barba a chi muore la fame, vengono buttati.

Quello descritto non è un quadro fantasioso ma una situazione molto affine a quanto accade quotidianamente nelle scuole di tutta Italia. Benché i menù siano frutto di attenti studi e ricerche, in definitiva, è la qualità del cibo ad essere scadente con piccoli e grandi commensali che preferiscono in definitiva non mangiare.

mense scolasticheSi tratta di un problema molto dibattuto nel mondo delle scuole che nei giorni scorsi è stato affrontato in tutta la sua gravità nell’ambito della presentazione del rapporto agromafie 2017. Il problema sta proprio nelle gare d’appalto, sempre al ribasso, con i comuni che cercano di ottenere il servizio al minor costo possibile per l’ente. Il risultato, però, è gravissimo in termini di salute perché a costi così bassi molto spesso corrisponde una scarsa qualità del cibo.

I prodotti, e non solo quelli ortofrutticoli, quasi sempre vengono dall’estero ed è in questo frangente che prendono il sopravvento le agromafie. Molto spesso, infatti, prodotti tanto economici sono frutto di un sistema di caporalato apparentemente invisibile solo perché si registra all’estero. A farne le spese, naturalmente, è anche la qualità di ciò che va quotidianamente in pasto ai più piccoli.

Fortunatamente si sta facendo velocemente largo l’importanza del chilometro zero, dei prodotti locali, della filiera corta e del biologico anche nelle amministrazioni. Nel corso della presentazione di Agromafie, infatti, sono arrivate rassicurazioni importanti al proposito niente di meno che dal presidente dell’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione. .

Sono in dirittura di arrivo – ha detto Raffaele Cantone – i bandi tipo per abolire, nell’aggiudicazione degli appalti per le mense, il massimo ribasso e premiare invece il valore aggiunto della filiera corta.

In un futuro si spera prossimo, insomma, si il valore aggiunto per aggiudicarsi un appalto non sarà il ribasso, e quindi il costo contenuto, la l’offerta di prodotti ortofrutticoli locali, la genuinità dei prodotti e la valorizzazione della filiera corta a tutto vantaggio non solo dei giovani studenti ma anche delle aziende locali.

Dove c’è una scuola, insomma, ci saranno aziende locali che lavoreranno per garantirgli prodotti tipici locali genuini, ancora meglio se coltivati in maniera biologica. Il tutto anche a vantaggio del costo finale sul quale, naturalmente, non andranno a gravare il prezzo del trasporto e dello stoccaggio.

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