Marijuana shock: potrebbe rallentare degenerazione cerebrale anziani

Marijuana shock: l’uso negli anziani potrebbe fermarne il declino cognitivo e funzionale. Vediamo perché

Potrebbe essere uno dei segreti della longevità del cervello, grazie al suo potente potere di stop del declino cognitivo e funzionale che si può avere nella terza età: stiamo parlando della cannabis, la cosiddetta marijuana, il cui principio attivo, il Thc, potrebbe essere responsabile di un sostanziale e notevole stop della degenerazione cerebrale negli anziani.

Marijuana shockLa scoperta scientifica potrebbe avere dell’incredibile e del contraddittorio, se pensiamo soprattutto al fatto che l’effetto che questo principio attivo ha negli esseri umani di età giovane è sostanzialmente l’opposto: l’uso della cannabis tra i giovani è fortemente sconsigliato proprio per via dell’effetto che essa ha nel cervello giovanile, ma – a sorpresa – la scoperta che è stata effettuata di recente potrebbe modificare del tutto l’approccio medico negli anziani.

A sostenerlo sono alcuni studiosi  che hanno presentato le loro ricerche dopo gli studi eseguiti nei laboratori dell’Università di Bonn e della Hebrew University di Gerusalemme: qui, i ricercatori hanno potuto studiare gli effetti della cannabis nei topi, evidenziando come il principio della cannabis, somministrato in quei topi che presentavano un declino delle funzionalità cognitive e cerebrali, abbia in qualche modo prevenuto l’insorgenza dell’invecchiamento.

Perché si possa dire con certezza che lo stesso effetto si verifichi nell’essere umano è difficile a dirsi, viste le differenze che intercorrono tra topi ed umani: ma i ricercatori sono convinti che, ben presto, questi risultati si potranno applicare anche all’essere umano, dimostrando molti passi in avanti dal punto di vista medico e scientifico.

 

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