Morte DJ Fabo, Santa Sede: “è sconfitta per la società”

Morte Dj Fabo: secondo la Santa Sede è suicidio assistito, vera e propria sconfitta per la società

Dj Fabo è morto, e si è portato con lui l’ennesima sconfitta di una società, quella italiana, che non accetta l’autodeterminazione e non rende possibile la decisione di cosa fare della propria vita quando, in effetti, di vita è rimasto ben poco. Era un deejay molto noto, Fabiano Antoniani, che fino al giorno dell’incidente che gli avrebbe per sempre cambiato l’esistenza aveva vissuto appieno una vita fatta di possibilità, di onore, di piaceri e di doveri, esattamente come si deve ad ogni essere umano.

Morte Dj FaboE Fabiano, o meglio Dj Fabo, come egli stesso voleva farsi chiamare, voleva godere fino in fondo di quella vita che gli era stata quasi tolta del tutto in quell’incidente, ma proprio non ce la faceva più. A sopportare il dolore dell’immobilità, dell’impossibilità, dell’incapacità: di muoversi, di parlare, di vedere, e chiaramente di vivere, visto che Fabiano aveva a lungo riflettuto ed era giunto alla conclusione che se una vita non è degna di essere vissuta, forse non è il caso di continuare ad accanirsi.

Il suo gesto di lasciare per sempre questa vita è stato accolto da molte persone, che hanno sentito empatia e vicinanza con uomo che, a 39 anni, avrebbe potuto prendere il mondo a morsi ma non sarebbe più riuscito a farlo. E c’è stato anche chi, come la Santa Sede, ha definito la scelta di Fabiano come un suicidio assistito, una morte anche per la società, ma anche un monito, perché ognuno di noi riceve la vita e non può esserne padrone, ma solo servitore o ministro.

 

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